Il NIL, sta rovinando il basket europeo? 

Non userai il termine rovinando perché questo possiamo valutarlo soltanto in un lungo termine, direi modificarlo. Come CT sto cercando semplicemente di prendere atto di come questo andamento stia diventando sempre più attuale. Ai più di 50 giocatori che quest'anno abbiamo a livello collegiale ne aggiungeremo molti altri quest'anno, quindi è un processo che va crescendo e come tale noi ci dobbiamo adattare. Io sto cercando di seguire questi ragazzi, continuare a far percepire loro la presenza della federazione e contribuire a mantenere quel senso di appartenenza che sarà determinante quando e se avranno le capacità, il merito e l'opportunità di partecipare alla nostra attività. Credo che questo abbia un'oggettiva valenza sul cambiamento che la carriera dei giocatori in età evolutiva dai 18 ai 23 anni avrà, sta avendo e avrà e ne dobbiamo prendere atto. C'è una forza economica dietro a questi investimenti che ovviamente ci impediscono ad oggi di riuscire a fare diga e a impedire che questo diventi qualcosa di sempre più forte, sempre più presente. Si tratta semplicemente di adattare il nostro stile a una situazione che ad oggi non sembra modificata”. 

Eurolega conferma il format ma c'è l'NBA dietro l'angolo, come vede il panorama del basket europeo?

Mi sembra una fase evolutiva, necessaria, perché forse si era creata una situazione un po' stagnante nel basket europeo e spero che l'arrivo di NBA Europa contribuisca a migliorare la qualità del gioco, l'efficienza dei club, ma soprattutto la sostenibilità dell'attività che facciamo. Ad oggi dati alla mano anche al vertice o soprattutto al vertice sta producendo soltanto dei video, quindi perché no portare dei modelli virtuosi importati dagli Stati Uniti può essere un pretesto per vedere il nostro basket crescere. E' ovvio che ad oggi format, calendari, situazioni infortuni sono tutti dati oggettivi che meritano un'analisi più profonda e una maggiore sensibilità da parte dei dirigenti per trovare intesa soprattutto tra FIBA e Eurolega e non andare a danno della qualità del gioco e dell'incolumità dei giocatori”.


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