Sulla fame della Nazionale

Prima di concederci l'intervista il Ct Banchi è salito sul palco insieme al collega Capobianco e ai Ct dell'Ital Voley, Julio Velasco e Federico De Giorgi. Alla domanda sulla fame dell'ItalBasket coach Banchi ha riposto così facendo la panoramica sulla situazione della Nazionale: “Io parto da una condizione scomoda, intanto sedermi qua, che non è sicuramente la cosa più semplice, accanto a tecnici di questo livello. Prima parlavi di invidia da parte nostra, io parlerei solo di ammirazione. Per me oggi sedermi su questo palco, accanto a allenatori di questa caratura, che fino ad oggi per me hanno rappresentato dei modelli e fonte di ispirazione. Guardo lo sport con la fame di imparare a poter rubare idee a chiunque, anche se non necessariamente legati al basket. Ho ereditato una nazionale che ha un fortissimo senso di appartenenza, un grande desiderio di partecipazione. So di misurarmi in un contesto anomalo, perché quello che ci differenzia dal volley è il fatto che noi prepariamo le nostre gare di qualificazione con poche ore all'esposizione. Non sto scherzando, io ho radunato la mia prima nazionale a 48 ore dalla prima partita ufficiale contro l'Islanda. Devi riuscire a selezionare non solo i migliori giocatori, ma le migliori personalità che possano combinarsi in un ristretto lasso di tempo come questo. Non posso attingere dai giocatori delle tre principali leghe mondiali, NBA, NCAA e Eurolega. Questo rende ancora più complesso, anomalo, unico, ma estremamente stimolante il mio compito. Siamo affamati? Sì. Siamo desiderosi di raggiungere i risultati? Sì. Quello che mi dà fiducia è che vedo una nuova generazione di giocatori in grado di combinare la competitività e la futuribilità. Spero la prossima volta di essere seduto qua, magari scorrendo di un posto, parlando di una medaglia, come loro possono permettersi il lusso di fare


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