Gallinari: dal "What If?" al più grande errore della carriera
L'ex Clippers si è raccontato al portale HoopsHype ripercorrendo la sua carriera parlando anche del movimento azzurro
Il sogno Celtics
E proprio l'esperienza mai iniziata a Boston rappresenta una delle grandi occasioni perdute. «Sì, probabilmente quella era davvero la soluzione migliore, l'incastro perfetto. Era la situazione ideale per il modo in cui era stata costruita la squadra, per il ruolo che avrei avuto uscendo dalla panchina e anche pensando a come Boston era stata eliminata da Miami nella stagione precedente».
Tutto sembrava combaciare: squadra, ruolo e caratteristiche personali. «Era semplicemente la situazione perfetta. Purtroppo non è andata così. Sarebbe stato bellissimo disputare una delle ultime stagioni della mia carriera con i Celtics e vincere il titolo. Dal punto di vista della squadra e delle mie caratteristiche, era davvero l'abbinamento perfetto».
L'errore Milwaukee
C'è però anche una scelta di mercato che, col senno di poi, avrebbe voluto fare diversamente. «Uno dei più grandi rimpianti della mia carriera è stata la scelta di andare a Milwaukee per una stagione anziché firmare un contratto biennale con i Clippers. Non so quante persone ne siano a conoscenza, ma avevo la possibilità di firmare per due anni con i Clippers e invece scelsi un accordo annuale con Milwaukee».
Una decisione che oggi considera il suo più grande errore. «Ripensandoci, probabilmente è il mio rimpianto più grande e l'errore più importante che abbia commesso. Credo che tutte le altre scelte fatte durante la mia carriera siano state positive. Quella, invece, sia dal punto di vista contrattuale sia da quello sportivo, è stata probabilmente la decisione più sbagliata».