Super Bowl LX, la sfida tra i QB: Sam Darnold vs Drake Maye!
Uno sballotato in giro per la Lega per anni, l'altro il Rookie che esplode subito al secondo anno - Ecco un profilo dei due QB protagonisti del Superbowl!
Uno sballotato in giro per la Lega per anni, l'altro il Rookie che esplode subito al secondo anno - Ecco un profilo dei due QB protagonisti del Superbowl!
SAM DARNOLD
Sono sincero, quando i Vikings hanno deciso, alla fine della scorsa stagione, di liberarsi di Darnold ho tirato, da tifoso Lions, un sospiro di sollievo. E non perchè l'ex USC fosse di colpo diventato il nuovo Joe Montana ma perchè quel 14-3 di record in Regular Season era figlio di una stagione solidissima da parte di Darnold che, a Minneapolis, aveva finalmente trovato la sua realtà. Ma a casa-Vikings si stravedeva per JJ McCarthy, QB uscito da Michigan, e così Darnold è stato de facto silurato. Seattle si è subito accaparrata il QB californiano trovandolo come il pezzo mancante di una squadra che già con Geno Smith aveva fatto bene. Completata una stagione da urlo con il seed #1 in NFC, Darnold ha guidato i suoi Seahawks alle W contro Niners e Rams, staccando il biglietto per il Superbowl dove, ad attenderlo, ci saranno i Patriots in quella che sembra la rivincita del Superbowl XLIX. Scelto dai Jets con il pick #3 Darnold non ha convinto a New York (un po' come chiunque mi verrebbe da dire) ed è finito nel classico "giro" che fanno questo genere di QB: scelti molto in alto, fallimento al primo tentativo, carriera da back up. E questo è quello che sarebbe successo a Darnold se non fosse finito, dopo Panthers e Niners, ai Vikings dove, con l'aiuto di coach O'Connell è arrivata un'esplosione inaspettata. Un 2024 da protagonista e ora, nel 2025/26, la stagione della consacrazione. Curioso, infine, che di quella classe di QB che comprendeva anche Josh Allen, Baker Mayfield e Lamar Jackson, proprio Darnold sia stato il primo ad essere arrivato al gran ballo. Una dimostrazione di resistenza, fiducia nei propri mezzi e, visto che la parola va di gran moda, resilienza.
DRAKE MAYE
North Carolina non è conosciuta per essere una "football-school" essendo i Tar Heels noti per le loro leggendarie squadre di basket (Jordan chi?). Così quando Drake Maye è stato scelto al draft dai Patriots le notizie su di lui erano quelle di un buon QB, con una discreta esperienza al College ma senza particolari lampi. L'impegno poi in ACC, una Conference meno "prestigiosa" delle varie SEC e BIG10, non rendeva particolarmente emozionati gli stessi tifosi Patriots. E invece già nel corso del primo anno Maye ha dimostrato di poter stare in questa Lega, giocando una stagione da rookie coraggiosa in un attacco, quello dei Patriots, che certo non brillava per iniziativa e fantasia. L'arrivo di coach Vrabel e, soprattutto, di un OC come McDaniel ha scatenato il talento di Maye che, beneficiando di uno schema di attacco migliore e della fiducia dell'ambiente, ha compilato una stagione super arrivando ad un passo dal premio di MVP (finito a Matthew Stafford per un singolo voto). Nei playoff Maye ha faticato a trovare il ritmo-partita non trovando mai quella continuità vista in Regular Season ma il talento c'è, le gambe per qualche corsa estemporanea pure e l'incoscienza del debuttante potrebbe essere un valore aggiunto domenica sera a San Francisco.
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