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Prima l'indignazione del Fenerbahce e poi il comunicato della stessa struttura su diverse violazioni avvenute venerdì

Atene, OAKA, cornice perfetta per giocare le Final Four contando la passione per la pallacanestro che si vive in Grecia, soprattutto dopo il mezzo flop della passata edizione nella lontanissima Dubai. I timori che ce però l'organizzazione potesse subire violazioni o vivere problemi era nell'aria e così è stato nella caotica giornata di venerdì in occasione delle semifinali.

Rabbia Fenerbahce: le parole ed il comunicato

I primi a lamentarsi sono stati coach Jasikevicius, in conferenza stampa post-partita, e successivamente il Fenerbahce con un durissimo comunicato verso Eurolega. Il coach, infastidito anche perché nell'arena c'erano 9 milka tifosi dell'Oly e praticamente nessuno del Fener,  ha dichiarato:  "Sapete, l'unica cosa triste che mi giunge all'orecchio è che molti tifosi del Fenerbahçe che avevano acquistato i biglietti non sono riusciti a entrare. Quindi questa è una vicenda estremamente triste per l'EuroLeague, per l'organizzazione. Se le persone pagano una somma del genere, si danno da fare, e poi non possono entrare nell’arena, è molto triste, e mi dispiace per i tifosi del Fener - aggiunge - Perché è di questo che parlavamo prima della partita, del fatto che molti di loro erano fuori ad aspettare una mail o qualcosa del genere.A proposito, ieri sera alle 23 ero al ristorante con molti dei miei amici e non avevamo i biglietti. Così la gente ha iniziato a chiedermi: ‘Saras, avremo i biglietti?’ Questa non è sicuramente una bella situazione per l’EuroLeague ed è triste".

Duro il comunicato del club: “Ieri ad Atene non abbiamo solo perso una semifinale; abbiamo anche assistito insieme a come una delle più grandi organizzazioni del basket europeo non sia stata gestita in modo adeguato. Una Final Four non riguarda solo il basket giocato sul campo. Un'organizzazione come questa riguarda la sicurezza, l'equità, i diritti dei tifosi, la gestione dei biglietti, la disposizione dei posti a sedere e il rispetto mostrato alla squadra ospite. Ma ieri ad Atene, i tifosi del Fenerbahçe che avevano acquistato i biglietti, pagato il loro denaro e viaggiato per migliaia di chilometri sono stati lasciati ad aspettare fuori dai cancelli dell'arena. Le famiglie sono state separate, le persone sono state lasciate nell’incertezza e la disposizione dei posti a sedere è diventata un caos totale. Mentre i tifosi del Fenerbahçe cercavano di entrare nell’arena, persino nella sezione a loro riservata c’erano sostenitori della squadra avversaria. Questo è inaccettabile. Ci aspettiamo inoltre una spiegazione chiara, concreta e soddisfacente da parte dell’EuroLeague e degli organizzatori dell’evento riguardo alle gravi accuse mosse pubblicamente e dai nostri tifosi secondo cui circa 5.000 sostenitori dell’Olympiacos sprovvisti di biglietto sarebbero stati ammessi nell’arena. Se è vero che i possessori di biglietti sono stati tenuti fuori mentre sono state ammesse persone senza biglietto, allora non si tratta più di una semplice questione organizzativa; diventa una violazione diretta dei diritti dei tifosi e un crollo della credibilità organizzativa. Un'organizzazione come l'EuroLeague, che si proclama l'apice del basket europeo, non può venir meno alla sua responsabilità più fondamentale: garantire che i tifosi in possesso di biglietto entrino nell'arena in modo sicuro, equo e puntuale”.


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