LBA Finals 2023, Olimpia Milano-Virtus Bologna: la preview della finale

Stasera il via l'atto finale per assegnare lo scudetto tra i biancorossi di Messina e le V-Nere di Scariolo: l'analisi del match

Scritto da Giacomo Albazzi  | 

Stasera il via l'atto finale per assegnare lo scudetto tra i biancorossi di Messina e le V-Nere di Scariolo: l'analisi del match

Per la quinta volta nella storia Olimpia Milano e Virtus Bologna si contenderanno lo scudetto, il parziale recita 3-1 per i bianconeri con i biancorossi campioni in carica e mai come quest'anno la serie è incerta. L'Olimpia, a parte l'inciampo a Pesaro in G3, arriva in fiducia dopo la convincente serie contro Sassari mentre, anche quest'anno, percorso perfetto per la Segafredo che mostra una condizione smagliante.

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Olimpia Milano (#1) - Virtus Bologna (#2)

LE CHIAVI 

La condizione fisica, come abbiamo visto nei due anni precedenti, potrà fare una grossa differenza sulla distanza, soprattutto in una serie impegnativa al meglio delle 7 gare. Nel 2021 l’Olimpia era arrivata stremata dopo le Final Four di Eurolega e la Virtus aveva dominato chiudendo la serie 4-0. Al contrario l’anno scorso i bianconeri, forse anche appagati dopo la vittoria in Eurocup, erano apparsi più stanchi e meno vogliosi di lottare su tutti i palloni, risultato 4-2 Olimpia. Quest’ anno purtroppo né l’una né l’altra hanno fatto strada oltre la regular season di Eurolega e sembrano decisamente in forma e pronte per questa finale.  

A fare la differenza quest’anno potrebbero essere i dettagli, come sottolineato recentemente anche da coach Messina: recuperare un pallone in più, sbagliare qualche libero in meno, avere il controllo dei rimbalzi, anche se questo più che un dettaglio è spesso una delle chiavi dei match. 

La serie vive qui: il pacchetto esterni di Milano contro quello Virtus specialmente tutto girerà sul Shabazz Napier. Messina molto probabilmente sceglierà Devon Hall su Kevin Pangos e questo comporterà che l'ex UConn sarà l'unico regista vero per Milano: Napier si è rivelato la luce dell'attacco Olimpia, con lui in campo la palla gira con ritmo ma, soprattutto, arrivano iniziative personali per risolvere le situazioni complicate che in stagione sono state il tallone d'Achille della squadra meneghina.
Contro Pesaro e Sassari Napier non ha dovuto fare gli straordinari ma contro la Virtus dovrà prepararsi alla morsa Pajola-Hackett con possibili cambi contro Abass e Cordinier che sovrastano in termini fisici il playmaker ex Zenit. Scariolo sa che soffrirà sotto le plance ma può contare su una rotazione più lunga, fisica e di qualità rispetto a Messina negli esterni: soffocare Napier costringerebbe l'attacco milanese sulle spalle di Shields che, rispetto lo scorso anno, non fronteggerà Weems ma quel Semi Ojeleye (alternato anche qui con Abass e Cordinier) che può davvero essere l'uomo chiave della serie in difesa e in attacco.

LE FILOSOFIE

Veniamo poi al confronto tra le due panchine e tra le due diverse filosofie di gioco, si è detto spesso che Milano è una squadra più difensiva (miglior difesa sia in stagione regolare che ai playoff), ma si sottovaluta la crescita esponenziale che ha avuto in attacco dopo l’arrivo di Napier, l’uomo che ha ridato letteralmente linfa ad una squadra in seria difficoltà. Nei playoff le scarpette rosse hanno segnato 89.3 punti a partita, dietro solo ai 99 della Virtus, sono cresciute anche tutte le percentuali, in particolare il 43.7 da tre punti è un dato eccellente di cui coach Scariolo deve preoccuparsi.

Dall’altra parte le Vnere hanno  mostrato un attacco scintillante sia in termini di punti, superando spesso quota 100, sia di assist totali. Si sa che quando le gare si decidono spesso è la miglior difesa a vincere, ma non bisogna dimenticarsi delle qualità di Bologna nella sua metà campo, grazie a giocatori fisici come Ojeleye e Cordinier, che l’anno scorso non erano al top della forma o non c’erano proprio. 

LE PANCHINE

Sui singoli giocatori abbiamo creato un focus a parte che trovate a inizio articolo, si potrebbe però fare una riflessione sulla lunghezza delle due squadre. Inutile nasconderci 7 gare sono tante e molto logoranti, vista l’intensità fisica e mentale che è necessaria, negli anni scorsi abbiamo assistito anche a match “poco spettacolari” dal punto di vista offensivo. Poter sempre contare su una spinta di energia dalla panchina sarà fondamentale per non abbassare l’intensità e non lasciar scappare gli avversari. Qui la Virtus sembra essere leggermente avvantaggiata, soprattutto con i vari Pajola, Abass o Mickey in forma e pronti a dire la loro. Milano non va però sottovalutata, ha costruito un roster così ampio da costringere coach Messina a scelte difficili di turnover, per esempio la presenza o meno di Kevin Pangos o Devon Hall

Ci sono quindi tutti gli ingredienti per una finale assai equilibrata e spettacolare che sancirà un altro capitolo della sfida tra Olimpia e Virtus. Si parte stasera al Forum con una gara 1 che si preannuncia già decisiva, almeno secondo le statistiche (10 vittorie su 12 per chi ha portato a casa gara 1).

📆CALENDARIO📆

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