Hard Drive Team 2019/20: Portland Trail Blazers

Nell’Oregon c’è una attesa enorme per la stagione 2019/20, quella in cui i conti potrebbero improvvisamente quadrare. Non succede, ma se dovesse succedere. Ci occupiamo oggi dei Portland Trail Blazers. La scorsa stagione dei Portland Trail Blazers è stata quella della rivincita. Quella in cui parecchi sassolini sono stati tolti dalle scarpe di molti residenti in Oregon. Quella in cui un’organizzazione si è restituita credibilità, rimettendosi da protagonista sulla cartina NBA. Perchè dopo una regular season giocata sui soliti medio/alti livelli a cui i Blazers ci avevano abituati da anni a questa parte, fatto salva la stagione 2016/17, questa volta il tanto atteso salto di qualità ai playoffs è drasticamente avvenuto. Ed anche in grande stile, arrivando sino alle finali di Conference, con delle serie in cui tutti hanno alzato il loro livello tecnico e fisico. E se anche l’eliminazione per mani dei Warriors ad un passo dal gran ballo di Giugno è arrivata con uno sweep, 0-4, l’idea che anche Portland fosse diventata finalmente una contender ha fatto breccia nella testa di tanti nella lega. E finalmente è la parola corretta. Troppo spesso i Blazers, in passato, erano stati etichettati come una squadra buona nella stagione regolare, ma non in grado di reggere le pressioni di una serie di post season. Ed invece la smentita che è stata data agli scettici ed ai critici è stata davvero forte. Dimostrando a tutti che a Portland giocano giocatori talentuosi e che possono riscrivere la storia della franchigia. Perchè questa è un’organizzazione sana, un posto dove il basket viene prima di tutto. Troppo spesso si è pensato che questo o quel giocatore avrebbero fatto meglio ad andarsene, che qui non c’erano possibilità di vincere, e cose di questo tipo. Senza tenere conto che invece da queste parti si vive di Trail Blazers. Il futuro potrebbe essere roseo, ad iniziare da questa stagione, viste anche le mosse estive di Neil Olshey e del management, tese a acquisire e mantenere giocatori in gradi di potenziare questo roster. E’ venuto finalmente il momento di mantenere le promesse, facendosi trovare pronti per quella che deve essere la stagione della svolta. COACH: Terry Stotts entra nell’ottavo anno sulla panchina dei Blazers, stimato in questa città come solo Jack Ramsay prima di lui. Ha risollevato le sorti della squadra, facendo giocare sempre bene i suoi ragazzi anno dopo anno, difendendoli nei momenti difficili ed esaltandoli quando era giusto farlo. Portland gioca una bella pallacanestro, certo basata molto su un duo di guardie temibilissimo. Ma coach Stotts è in grado di far crescere i giovani, chiede applicazione in difesa ed i suoi giocatori lo ascoltano sempre e credono in lui. Sarà una stagione interessante anche per lui. CONFERMATI: Parlavamo del duo di guardie, ovviamente Damian Lillard e C.J. McCollum. Ormai salite al livello di super star, in grado di cambiare le sorti delle partite e delle serie playoffs. Il prossimo passo per entrambi è vincere qui, e sinceramente credo che sarebbe bellissimo e che non sia un’impresa così impossibile, anche se decisamente difficile. Zach Collins ha giocato due stagioni in crescendo, ed una post season in cui si è distinto per la cattiveria agonistica messa in campo. Il ragazzo ha faccia tosta ed arroganza cestistica da vendere. Uno dei giocatori su cui puntare per il futuro. Rodney Hood si è ritagliato un suo spazio ben definito. Giocatore con tanti punti nelle mani, se sfruttato in maniera consona. E qui sembra essersi ritrovato. Anfernee Simons ha fatto vedere belle cose sul finale della sua stagione da rookie, quest’anno qui per affermarsi nelle rotazioni. Attenzione anche alla stagione che potrebbe giocare Skal Labissiere, giocatore che potrebbe garantirsi minuti in questo sistema, che ha punti nelle mani, rimbalzi e difesa. Jusuf Nurkic non c’è dato modo di sapere quando recupererà dal terribile infortunio, ed è un peccato perché stava giocando un basket incredibilmente entusiasmante. NUOVI ARRIVI: Pau Gasol arriva da veteranissimo. Certo si spera che vada oltre la firma di presenza ed essere il grande vecchio nello spogliatoio, cosa comunque utile. Avesse ancora qualcosa da dare, farebbe salire di molto il tasso tecnico di questo gruppo. Kent Bazemore potrebbe essere un interessante acquisto come giocatore in uscita dalla panchina. Attaccante con punti nelle mani, sa anche applicarsi in difesa. E desta curiosità l’arrivo di Mario Hezonja in un contesto in cui si giocherà per le alte posizioni della Conference. Talento notevole, testa magari meno. Alla sua duemilionesima avventura nella lega è arrivato Anthony Tolliver. Che è un buon giocatore di rotazione che sa bene cosa bisogna fare per avere spazio anche in squadre di vertice. Uno che ci mette sempre tantissima voglia in ogni minuto che gioca. Dal draft con la #25 è stato scelto Nassir Little, ala atletica, difensore, rimbalzista che può anche mettere punti. Un classico prodotto di North Carolina. DUE PAROLE SU: Arriva da Miami dove ha alternato prestazioni maiuscole a momenti di totale abulia, misti ad un atteggiamento non esattamente da professionista. Hassan Whiteside è qui per colmare un buco, per dare atletismo, intimidazione, rimbalzi ed un dimensione vicino al ferro. Uno di quelli che non può permettersi più gli atteggiamenti passati, altrimenti diventerà una di quelle opere incompiute da raccontare. Ed ai Blazers di centri che sono diventati opere incompiute ne hanno visti tanti. PCT. PLAYOFFS: 65%- Questa è sempre stata una squadra da regular season, lo abbiamo scritto. Solo che questa sarà una stagione di quelle complicate, dove bisognerà, nella Western Conference, farsi trovare pronti subito. E Portland ha agito in tal senso, rotazioni lunghe, con giocatori d’esperienza e che hanno voglia di dimostrare qualcosa. Playoffs certi, insomma.

Arrivederci domani con i Denver Nuggets.


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