We 're Talking 'bout: Season 77/78 (1^ parte)

Continuiamo, #7 Bernard King-New Jersey Nets, #8 Jack Sikma-Seattle SuperSonics, #11 Ernie Grunfeld-Milwaukee Bucks, #12 Cedric Maxwell-Boston Celtics, #22 Norm Nixon-Los Angeles Lakers, #35 Mark Landsberger-Chicago Bulls, #40 Robert Reid-Houston Rockets, #46 James Edwards-Los Angeles Lakers. Poi #137 i soliti New Orleans Jazz fecero il botto, scegliendo Lusia Harris. Già nel 1969 i Warriors avevano chiamato alla scelte una donna, Denise Long, ma per meri motivi burocratici la scelta era stata invalidata. Cosa che non accadde per Harris, che venne pure invitata al rookie camp dei Jazz, ma dovette rinunciare essendo incinta.
Tutto a questo punto era pronto e Martedì 18 Ottobre 1977 iniziò la stagione regolare. Nel peggiore dei modi. Perchè in diretta televisiva nella partita Lakers at Bucks Kent Benson, desideroso di farsi una fama di duro nella lega, decise di far sentire i gomiti sulla faccia di Kareem Abdul Jabbar che reagì a modo suo. Terrificante pugno in faccia al rookie a cui fratturò la mandibola, rompendosi a sua volta la mano destra, con ovvia rissa. Niente in confronto a quanto doveva succedere poco meno di due mesi dopo.
Il 9 Dicembre durante Lakers vs Rockets Kermit Washington, PF Lakers dal fisico impressionante che già in passato aveva avuto qualche problema disciplinare, intervenne nel “diverbio” tra Kevin Kunnert, altro C bianco simile a Benson, e Jabbar, appena rientrato dall'infortunio, ma decise di colpire il malcapitato Rudy Tomjanovich che stava accorrendo per sedare il tutto. The infamous punch. Anche questo accaduto in diretta televisiva. Ma qui si andò vicini al vero dramma. Tomjanovich rischiò di morire, e la sua carriera in pratica finì quel giorno. La vicenda è narrata anche da noi in una puntata della prima serie de: “ Curiosità dal passato”.
https://www.youtube.com/watch?v=BI8nVJLHDMo
Bisognava intervenire. Jabbar era stato multato di $ 5.000 e sospeso due partite senza stipendio. Su Washington si abbatte l'ira del Commissioner. 10.000 $ di multa, due mesi di sospensione senza stipendio. Anche la carriera di Washington in pratica finì lì. E questo influì pesantemente sulle scelte future della CBS. Anche perché malgrado questo il gioco duro non accennava a diminuire. Certo per un breve periodo in molti, scottati probabilmente dall'immagine del capitano dei Rockets sanguinante e con la faccia devastata, decisero di mettere da parte i bollenti spiriti. Ma quando le partite iniziarono a diventare decisive, anche il gioco cattivo e sporco si ripresentò. Si stava andando troppo oltre, un'aggressività spropositata e, a detta di O'Brien, assolutamente ingiustificata. Si doveva far vedere ai fans ed in televisione uno spettacolo sportivo, non incontri di pugilato a mani nude. Il problema era che per alcuni coach quella era la filosofia da seguire per vincere,e nella lega ci fu una pericolosa situazione di stallo, che ottenne il risultato di non far prendere ulteriori decisioni punitive dal Commissioner. La CBS, allora, prese la decisione di iniziare a trasmettere alcune partite non più in diretta televisiva ma in differita, praticamente in seconda serata. E con questo l'audience si abbassò ulteriormente, così come i passaggi pubblicitari.
E poi a livello televisivo era sopraggiunto un ulteriore problema. Quello delle schiacciate e dei tabelloni distrutti.
Questo perché alcuni giocatori, uno tra tutti il giovanissimo e poderoso centro dei Philadelphia Sixers Darryl Dawkins, si divertivano a schiacciare durante il riscaldamento, ma anche in partita, restando appesi al ferro, che però all'epoca era tutt'uno con il tabellone di vetro. Con dei risultati catastrofici. Tutto bello a livello spettacolare, meno in quello televisivo, perché le sostituzioni dei tabelloni demoliti portavano via tempo, ed il tempo perso, per la CBS era denaro perso. O'Brien decise anche qui di multare chi decideva di appendersi al ferro durante il riscaldamento, ma anche qui i risultati furono scadenti. La tensione tra canale televisivo e vertici della lega cresceva, non facendo bene alla NBA ovviamente.
Ma la stagione regolare doveva continuare.
Arrivederci alla prossima puntata
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