Epopea Obradovic-Partizan, la decisione finale: è addio!

Ultime 72 ore infuocate in casa bianconera con la posizione dell'allenatore sotto i riflettori e alla fine la volontà di Zelimir ha avuto la meglio

Scritto da Stefan Mancuso Nekic  | 
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Ultime 72 ore infuocate in casa bianconera con la posizione dell'allenatore sotto i riflettori e alla fine la volontà di Zelimir ha avuto la meglio

Adesso è davvero finita. Zelimir Obradovic non è più l'allenatore del Partizan Belgrado. Malgrado i tentativi del cub degli ultimi giorni per convincere l'allenatore a tornare sui suoi passi, con tanto di licenziamento del DS Savic, alla fine la olontaà di Obradovic ha avuto la meglio.

Lo stesso Partizan ha comunicato sul suo sito la decisione finale: “L'ex allenatore bianconero ha mantenuto la sua decisione di non ritirare le sue dimissioni perché non si vede lavorare con la squadra attuale, così come l'impatto che il lavoro quotidiano a questo livello ha sulla sua salute. Durante i due giorni precedenti, il Comitato esecutivo del KK Partizan Mozzart Bet ha tenuto una serie di incontri e consultazioni, e poi venerdì e un incontro con l'allenatore Zeljko Obradovic sul tema del suo soggiorno nel club, come capo dello staff professionale della prima squadra. Coach Obradovic ha ottenuto pieno e inequivocabile supporto per continuare a lavorare e fare tutti i passaggi necessari affinché la squadra in bianco e nero superi l'attuale crisi del gioco e dei risultati - si legge - Il basket e l'importanza simbolica di Željko Obradović per il Partizan e il basket su scala globale sono incommensurabili. Il vuoto che rimane difficilmente può essere inventato. La porta di Zeljko Obradovic è aperta per sempre a Partizan e Partizan sarà sempre la sua casa". 

La cronologia

25 novembre: Il KO ad OAKA 

Il Partizan sta vivendo un momento molto difficile in campo, 7 sconfitte nelle ultime 8 partite di Eurolega con l'ultima a casa del Panathinaikos nel Round 13 in un match dominato dai greci. I bianconeri si trovano in fondo alla classifica con un record di 4-9.

26 novembre: Dimissioni!

Obradovic, che già nei giorni scorsi aveva suonato l'allarme facendo capire di essere pronto a fare un passo indietro lamentando anche una situazione non semplice con la squadra, annuncia le DIMISSSIONI con una lunga lettera sul sito ufficiale del club dove si legge: "Sfortunatamente è arrivato il momento di prendersi le responsabilità per tutte le cose sbagliate che sono successe in questa stagione e di consegnare le mie dimissioni irrevocabili"

27 novembre (14:20): Dimissioni respinte

Il colpo di scena arriva giovedì pomeriggio quando il club serbo comunica di aver respinto le dimissioni del coach con il Consiglio di Amministrazione del Partizan, su proposta del presidente Ostoja Mijailović, ha respinto all’unanimità le dimissioni presentate da Zeljko Obradovic. Il club ha invitato il coach a riconsiderare la propria scelta e a proseguire il suo percorso sulla panchina bianconera. Contestualmente, la società si è dichiarata pronta a intervenire per rafforzare la squadra, lasciando intendere possibili novità sul mercato.

27 novembre (19:00): i tifosi con Zelimir

In tutto questo, quindi con le dimissioni date e poi respinte, il Partizan è tornato in serata a Belgrado dove 10 mila tifosi bianconeri si sono presentati all'aeroporto per sostenere Obradovic. Cori, fumogeni, abbracci il tutto per incoraggiare l'allenatore, simbolo del club, a non lasciare l'incarico. Il coach, visibilmente commosso, non ha proferito parola salutando i presenti.

28 Novembre (16:00): Si dimette il direttore sportivo

Durante la riunione del Consiglio di Amministrazione del Partizan iniziata alle 13 alla quale partecipa anche Obradovic, si dimette il direttore sportivo Zoran Savic. L'allenatore rimanda la scelta e una nuova riunione viene fissata per la mattina successiva
 

Il rapporto con i giocatori

Lo spogliatoio sembra non essere mai stato in mano all'allenatore serbo quest'anno. Se da un lato in questi giorni sono arrivati gli attestati di stima del capitano Vanja Marinkovic che gli ha chiesto più volte tramite i profili social di fare un passo indietro sulle dimissioni, è anche vero che nelle ultime settimane il tecnico si è lamentato in più modi dello scarso interesse dei suoi giocatori nei confronti dei risultati espressi. Mancanza di impegno, uso spropositato del cellulare prima e dopo le partite, poco desiderio di giocare per il pubblico bianconero sono state le accuse mosse dall'allenatore serbo ai giocatori del roster attuale. Principalmente i problemi erano nati con i giocatori stranieri del gruppo con cui i rapporti si sono presto deteriorati durante queste prime fasi di stagione. La goccia che ha fatto traboccare il vaso sembra essere stato il calo dal giocarsela punto a punto nel primo tempo col Panathinaikos all'andare sotto di 22 nel giro di pochi minuti ad OAKA. Tale sensazione viene confermata dalla risposta data durante la press conference post partita. Alla domanda sul cosa debba fare la squadra per uscire dalla spirale negativa, l'ex 9 volte campione d'Europa ha risposto “Non lo so”. Una sincerità che ha fatto trasparire la totale assenza di soluzioni per radrizzare la situazione

Il rapporto con il direttivo

Come riportato dal portale Nova.rs, durante la riunione del 28 novembre è trasparita una certa ingerenza da parte dell'allenatore anche nei confronti dell'area dirigenziale. Sembra che i dissidi abbiano avuto base nell'incapacità da parte di Zelimir di avere le risorse adeguate per scegliersi le stelle in estate. I vari Parker, Muurinen e  Shake Milton  sarebbero stati, quindi, dei ripieghi e non le prime scelte del mercato estivo. In tale ottica vanno, quindi lettte le dimissioni del DS Savic alle quali come riportato dalla fonte serba si sarebbe aggiunta la richiesta di Zelimir di properre le dimissioni anche al Presidente Ostoja Mijailovic. 
La verità secondo chi scrive sta nel mezzo, Obradovic ha il pedigree per ottenere mezzi e risorse maggiori a quelle ricevute, ma è altrettanto vero che in queste 4 stagioni e mezzo il Partizan ha acquisito le prestazioni di giocatori del livello di Exum, Leday, Avramovic, Carlik Jones, Lessort, Kevin Punter, Isaac Bonga. Può capitare un annata in cui non si azzeccano tutte le scelte ed è li che si vede il tocco dell'allenatore. Cosa dovrebbe dire l'omonimo di Zelimir che allena l'altra squadra di Belgrado con un roster non scelto da lui? Eppure la Stella Rossa è tra le prime in classifica mentre il Partizan è nel baratro con un record di 4-9

Il rapporto con i tifosi e la storia del club

Questo è il punto più spinoso attorno al quale gira il tira e molla che abbiamo vissuto. Obradovic è un figlio del Partizan. Quando si trovò a troncare la sua carriera da giocatore per questioni penali, i bianconeri gli offrirono il ruolo di allenatore e lui vinse alla seconda stagione in panchina l'Eurolega FIBA del 1992. Da allora Zeljko è sempre stato riconoscente alla squadra e la tifoseria lo ha idolatrato per i successi raggiunti. Quando, dopo decenni passati a vincere dappertutto in Europa, Obradovic è tornato nel 2022 per raddrizzare la situazione del club, i tifosi lo hanno eretto nuovamente a leader maximo. Il ritorno in Eurolega, la stagione 2023 con la discussa serie con il Real Madrid, lo sviluppo di superstar europee quali Lessort, Punter ed Exum e i 2 titoli in ABA League (2023 e 2025) non hanno fatto altro che rafforzare questa unione tra Grobari e l'allenatore. Essere pregato a restare da 10.000 persone è qualcosa destinato per pochi eletti. Va, inoltre, ricordato che in Serbia il basket è sport nazionale e ha lo stesso valore del calcio. A differenza di quest'ultimo però nel basket il Partizan compete tra le top d'Europa ed è una candidata ai playoff, mentre in Champions o in Europa League i club serbi hanno come aspettativa massima la qualificazione alla fase a girone unico autunnale. In Zelimir i tifosi del Partizan vedono l'unica speranza che la polisportiva ha di vincere qualcosa a livello europeo visto che attualmente la compagine calcista fatica a qualificarsi persino alla conference League. Questo aspetto non è di poco conto, Obradovic a Belgrado equivale a Mourinho per gli interisti e ad Ancelotti per i milanisti o se proprio parliamo di basket l'unico paragone accettabile è Messina- Virtus. Quindi, nonostante i serbi siano consci anche loro delle difficoltà di quest'annata loro sanno benissimo da che parte stare ed è qui che nascono anche i dubbi di Obradovic nonché l'imbarazzo della dirigenza che pur di trattenerlo ora gli promette l'impossibile (ricostruire il roster da 0 a stagione in corso). Come puoi tradire la tua stessa storia? Non puoi e qualunque scelta prenda il famoso coach sa che sarà un bagno di lacrime. Lasciare sarebbe uno strazio emotivo, restare rischia di portare alla strage sportiva

 

 


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