Italia, il giorno dopo l'eliminazione...che peccato, ma CI SIAMO!

Gli azzurri hanno salutato Tokyo 2020 a testa alta e con grande ottimismo per il futuro, adesso basta essere la favoletta.

Scritto da FMB  | 
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Gli azzurri hanno salutato Tokyo 2020 a testa alta e con grande ottimismo per il futuro, adesso basta essere la favoletta.

Ci siamo e adesso ci restiamo!

Questo deve essere il mantra, il motto e la convinzione dell'ItalBasket dopo questo ultimo mese di emozioni e conferme tra Pre-Olimpico ed Olimpiadi. Il tempo delle seghe a vicenda “Grazie ragazzi!" e smieliate varie da acchiappa like social è finito ieri, adesso si deve pensare a tornare in cima. Perché si può.

Fondamenta 

Perdere fa schifo, perdere contro i francesi di più specie se li hai portati fino alla fine e ha perso per quei 2-2 possessi. Ma questa sconfitta lascia un sapore diverso da quella psico-drammatica degli Europei del 2013 contro la Lituania.
Quel pomeriggio c'era la sensazione del fallimento, di fine dei giochi perché se neanche con Andrea Bargnani al canto del cigno, Gallinari, Belinelli, Hackett, Ale Gentile al loro meglio più lo sfortunato Gigi Datome (rotto) non riuscimmo a fare risultato allora non avremmo più fatto nulla. Per non parlare del Pre-Olimpico di Torino 2016, allora fu la pietra tombale di quel ciclo e del movimento in generale.

Questa volta si esce con la consapevolezza di quel fattore mancato in questi anni: una BASE SOLIDA. Il mix veterani, giovani e giocatori in ascesa ha dato vita ad una squadra che piace, emoziona, con la faccia tosta e con un signor potenziale ancora da esplorare. Il tutto con un forte senso d'appartenenza alla maglia a testimoniare che le fondamenta tecniche ed umane sono solide e vere.

Lode a Meo Sacchetti che ha ritrovato il suo tocco magico con questo gruppo. Meo è in assoluto il miglior allenatore in circolazione per una squadra “underdog”, riesce a fare convincere i suoi giocatori di essere migliori di quello che sono e a spingerli ad un livello di agonismo e competitività inaspettati (vedi Belgrado). Fa ancora fatica a gestire i top-player ma complessivamente esce promosso da questi Giochi e con una conferma meritata in viat di Eurobasket 2022. Anche in questo caso la conferma di Sacchetti è stato un forte e giusto messaggio da parte del presidente Gianni Petrucci: dare continuità senza ripartire da zero e magari sempre dagli stessi nomi.

Il bello deve ancora venire

Negli anni passati eravamo sempre punto a capo a pregare negli NBA e i soliti noti, adesso l'Italia non ha solo uno zoccolo duro ma anche tante armi pronte ad essere innescate: se tra Belgrado e Tokyo abbiamo avuto le consacrazioni di Simone Fontecchio ed Achille Polonara, oltre alla sicurezza del neo campione d'Italia Alessandro Pajola e del capitano Nick Melli che ha onorato al meglio il ruolo. L'anno prossimo coach Sacchetti si troverà in quella bellissima difficoltà che ha un allenatore quando ha tanto potenziale tra le mani.

Chiaramente un occhio sempre ai veterani come Marco Belinelli e Gigi Datome ma, dall'altra parte lente d'ingrandimento su chi sta arrivando e scalpita: Paolo Banchero in primis, Matteo Spagnolo pronto alla sua prima stagione da protagonista a Cremona, Giordano Bortolani e Gabriele Procida decisi a fare il salto di qualità definitivo, Guglielmo Caruso (convocato nei raduni) in un ruolo dove tra l'altro siamo sempre carenti e poi, sotto sotto, la speranza di rivedere la #5 in azzurro perché LUI lo merita.

Gallinari non si tocca!

Danilo ha giocato un grande torneo Olimpico contando la stagione NBA finita da poco, il fastidio al ginocchio ed un utilizzo un po' rivedibile ma, quando contava, ha dimostrato che è ancora e di gran lunga il miglior giocatore della Nazionale. Contro la Germania ha spiegato pallacanestro con l'intelligenza di non rubare la scena ad un indemoniato Fontecchio, contro la Francia si è caricato la squadra sulle spalle segnando canestri importanti nel 4° periodo thriller (derubato anche di 2 falli di cui uno potenzialmente anti-sportivo).
Quando si parla di Gallinari-Nazionale l'opinione pubblica (ed ahimè anche mediatica) è sempre stupidamente divisa e ringrazio Capitan Melli per quel tweet in risposta all'opinionista SKY Paolo Condò, un messaggio conciso che dice tutto sul valore tecnico/attico ed umano del Gallo in azzurro

 

Attitudine

L'ho scritto nella intro, il tempo delle seghe e favolette è finito. Basta passare per gli underdog che se arrivano ai Quarti di finale "è un gran successo, bravi ragazzi, grazie!", NO. Questa Nazionale ha mandato un messaggio forte e chiaro, CI SIAMO ANCHE NOI e adesso vogliamo sederci al grande tavolo con Francia, Serbia, Spagna e i posseduti dell'aurea del Semi-Dio col #77. La base c'è, la voglia c'è da parte di tutti, il tutto seguendo il primo mantra di coach Sacchetti:

Mente libera e faccia tosta


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