Il flop Vasilje Micic, la fotografia del futuro dell'Eurolega
Il "clamoroso" colpo di mercato dell'Hapoel si è rivelato il flop dell'anno ma, più allarmante, rischia di essere l'anteprima del futuro della competizione
Il "clamoroso" colpo di mercato dell'Hapoel si è rivelato il flop dell'anno ma, più allarmante, rischia di essere l'anteprima del futuro della competizione
Quando in estate l'Hapoel Tel Aviv annunciava in pompa magna l'ingaggio di Vasilje Micic fu un tripudio mediatico. Il colpo dell'anno, il colpo più importante degli ultimi anni (nonché il più oneroso), Hapoel già contender per il titolo con il presidente Ofer Yannay che si vedeva già ad Atene con la coppa ecc…ma un dubbio c'era e quel dubbio si è materializzato strada facendo durante la stagione: il ritorno di Micic in Eurolega è stato un flop.
Dominio ed oblio
Ce lo ricordiamo bene il Micic versione Efes, semplicemente dominante. Ataman gli dà carta bianca nel suo sistema, quello che esalta il talento individuale, con Shane Larkin forma una coppia inarrestabile e in due anni si porta a casa un MVP e due volte l'Eurolega. Era un Micic più giovane e, soprattutto, più brillante fisicamente. Oltre ad una tecnica sopraffina, il punto forte del serbo è sempre stato il fisico: agile, duro, imponente, ingombrante, difficile da contenere per sia gli esterni che per i lunghi. Ti portava dove voleva e con quell'arsenale tecnico faceva quello che voleva.
L'NBA chiama, non si può dire di no a quei soldi, va di là e tanti cari saluti. Non ci si ricorda niente dell'esperienza di Micic in NBA se non qualche buona prestazione sul finire di stagione con gli allora disastrati Hornets. Gli anni passano, il fisico inizia a chiedere il conto e lui fiuta il grande ritorno in Europa cercando il contratto migliore. L'Hapoel si svena per lui (18 milioni in 3 anni con % sulle azioni del club) ma non è più quel Micic inoltre, altro aspetto, Itoudis è un allenatore di sistema e di gran difesa, aspetti dove l'ex Zalgiris non ha cittadinanza.
Apro una breve parentesi: Vezenkov è diverso. Il bulgaro, giocatore di sistema, lascia l'Oly per fare cassa in NBA, sventola l'asciugamano ai Kings per una stagione, e poi torna nel sistema Olympiacos dove ricomincia dove aveva lasciato vincendo l'MVP quest'anno.
Micic è uno che DEVE avere il totale controllo della squadra e DEVE avere totale libertà. Non ha la prima, non ha la seconda e non ha più un fisico che lo sostiene, il risultato è stato sotto gli occhi di tutti: giocatore logoro (tanti stop durante la stagione), con fiammate di talento (quello non lo perdi) ma che non fa più la differenza. La serie contro il Real Madrid è stata la prova, fatta eccezione per la coraggiosa G4 da 14+11 assist…ma da un giocatore da 6 milioni l'anno le attese erano altre. Fatti alla mano, la stella dell'Hapoel è stato Elijah Bryant seguito da David Oturu e Chris Jones. Micic è stato un role player…da 6 milioni.
Allarme RSA
La stagione di Micic deve far riflettere sul cosa si andrà incontro nei prossimi anni di Eurolega. Il rischio è sempre più alto che la più importante competizione continentale (prossimamente sposa dell'NBA) diventerà una casa di riposo. I giovani scappano tutti in NCAA, non vedremo mai più il Luka Doncic di turno se non giusto per una stagione. Chi può scappare in NBA - anche solo per una stagione per fare cassa o vivere “il sogno” - lo farà come Hayes-Davis, tornato a febbraio con contrattone al Pana, e cosa resterà qui?
I veteranissimi, i mediocri stufi dell'NBA che verranno in Europa a cercare contratto per svernare o, nel migliore degli scenari, un Jokic o un Doncic 40enni che vogliono salutare il parquet con un'ultima stagione nei loro club del cuore (Mega e Real Madrid).