Considerazioni della notte: debutti, ritorni e i rookies
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Rookie, luci e ombre al debutto
Non tutti i giovani talenti hanno vissuto una prima notte semplice. Darryl Peterson, scelto dagli Utah Jazz con la seconda chiamata assoluta dopo l’esperienza al Kansas, ha dovuto fare i conti con il salto di livello nella sconfitta per 123-103 contro Memphis. Per un realizzatore abituato a essere il principale riferimento offensivo, adattarsi a un contesto in cui il talento è distribuito tra più giocatori richiederà tempo. Il debutto non ha restituito ancora tutto il suo potenziale, ma per la guardia diciannovenne è soltanto il primo passo di un percorso appena cominciato.
Più sfumata la prova di Cameron Boozer, considerato uno dei profili più completi della classe al Draft. L’ex lungo di Duke ha faticato a trovare continuità in attacco contro Utah (7 punti con 2/15 dal campo e 15 rimbalzi), riuscendo però a mostrare buone letture a rimbalzo e una discreta capacità di costruire gioco per i compagni. La serata è stata dominata dai 45 punti di Ty Jerome, che ha stabilito il proprio record personale, lasciando inevitabilmente in secondo piano il debutto altalenante del rookie.
Serata decisamente più complicata per Caleb Wilson, quarta scelta assoluta al Draft. Nella pesante sconfitta dei Chicago Bulls contro Toronto, arrivata con 43 punti di scarto, il giovane ha alternato spunti interessanti a errori che hanno evidenziato la sua inesperienza. Le nove palle perse e il plus/minus di -45 raccontano una partita difficile, culminata in una delle peggiori prestazioni statistiche individuali nella storia della franchigia. Un debutto da archiviare in fretta: la stagione è lunga e ci sarà tempo per dimostrare il proprio valore.