S.Ponticelli
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Analizziamo la grande difficoltà dei serbi. L'anno scorso ad una vittoria dalle Final Four, quest'anno rischiano di non partecipare neanche al Play-in

Se Anadolu Efes e Olimpia Milano sono i due più grandi fallimenti della stagione Eurolega 2023-24, il Partizan Belgrado rischia di essere invece la grande delusione: alla pausa nazionali la compagine di Zelimir Obradovic occupa l'11° posto (12-14) a 2.0 gare dal 10° posto ed è in striscia negativa da 5 partite con 3-7 il record nelle ultime 10. A questo l'aggravante della sconfitta in finale di Coppa Korac contro la Stella Rossa.

Entriamo nella crisi dettagliatamente.

Il mancato arrivo di Mirotic e le partenze pesanti 

Tutto inizia lì. In molti se lo saranno anche dimenticato, ma Mirotic al Partizan era un affare già fatto della scorsa estate prima che il montenegrino cambiasse idea e si accasasse a Milano. Non ci interessano i motivi, ma che ci fosse stato un accordo tra le parti è stato confermato anche da coach Obradovic che in un intervista nel mese di ottobre disse del montenegrino "Abbiamo parlato del processo di costruzione della squadra, di quali giocatori volevamo portare, come volevamo giocare, era interessato a ogni dettaglio".
È da lì che sono iniziati i guai della stagione 2024 dei serbi in quanto è  comprensibile che se per mezza estate pensi di costruire una squadra intorno ad un giocatore e aspetti che lui si liberi dal suo contratto col Barcellona, ma poi quel giocatore non arriva, non solo i tuoi piani sfumano, ma sei in ritardo rispetto alla concorrenza che nello stesso lasso di tempo firmava gli altri top player sulla piazza.

A rendere ancora più complicata la ricostruzione della squadra sono state due partenze importanti che hanno visto il Partizan perdere due dei protagonisti della cavalcata del 2023. La prima è quella di Matthias Lessort che l'anno scorso contribuiva alla manovra offensiva del Partizan non solo  con i 12 punti che realizzava ogni serata ma soprattutto con i 3 rimbalzi offensivi di media con i quali creava seconde opportunità per i serbi. La seconda partenza dolorosa è stata, invece, quella di Dante Exum. L'australiano l'anno scorso era l'equilibratore della squadra serba visto che poteva giocare sia da guardia che da ala e oltre a segnare molto, quando era necessario Zeljko si poteva affidare a lui anche in cabina di regia visti i 2,7 assist che riusciva a smistare. Certamente Punter era il primo terminale offensivo anche di quella squadra, ma l'anno scorso Exum e Lessort offrivano una profondità attorno a Punter e Leday che aiutava la squadra bianconera ad avere più soluzioni e a collezionare le vittorie che poi hanno portato il Partizan a sfidare il Real in una sfida playoff persa solo in gara 5


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