Gli ex Trento, rispettivamente a St.John's e LSU, non hanno ancora ricevuto l'ufficialità a giocare al college

Quinn Ellis e Saliou Niang continuano a vivere una situazione ancora tutta da definire negli Stati Uniti. Entrambi sono in attesa del via libera della NCAA per poter scendere in campo nella prossima stagione, ma i due casi presentano caratteristiche differenti e potrebbero avere conseguenze diverse anche sul futuro in Italia.

Ellis, Milano continua a monitorare

Quinn Ellis è uno dei casi più delicati sul tavolo della NCAA. Il play britannico, dopo l’esperienza con Olimpia Milano, ha scelto di trasferirsi a St. John’s per giocare agli ordini di Rick Pitino. Il nodo riguarda il suo passato da professionista in Europa e i compensi percepiti prima dell’approdo nel college basketball. Secondo ESPN, Ellis è al decimo posto tra i 25 casi di eleggibilità ancora irrisolti.

La situazione interessa direttamente anche l’Olimpia. Con il giocatore esiste infatti un accordo verbale per il ritorno a Milano tra un anno, ma il futuro del britannico resta inevitabilmente legato a ciò che accadrà nelle prossime settimane negli Stati Uniti. Pitino ha recentemente difeso pubblicamente la posizione dei giocatori internazionali con esperienza professionistica, contestando il modo in cui la NCAA sta gestendo le nuove indicazioni sull’eleggibilità: "Crediamo, sulla base di quanto accaduto negli ultimi due anni, che tutti i nostri ragazzi saranno eleggibili. Negli ultimi due anni i giocatori stranieri sono stati qui, quindi non puoi adesso, dopo averli reclutati, dire: “Ok, negli ultimi anni andava bene, ma ora no - aggiunge - Uno dei problemi è che la NCAA sta spendendo miliardi di dollari in avvocati, e il 50% di questo sarebbe sparito se avessero introdotto la regola dei cinque anni a novembre. Perché hanno fatto quello che hanno fatto è follia"


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