Considerazioni della notte: Indiana (in 6) sfiora l'impresa, Doncic dominante
I Pacers perdono con un roster al lumicino, Lakers travolgenti su Miami, Shai vince a Cleveland e Zion...
I Pacers perdono con un roster al lumicino, Lakers travolgenti su Miami, Shai vince a Cleveland e Zion...
Il protagonista 🎖️: Zion ferma Memphis
Pelicans-Grizzlies 135-134 OT
Jeremiah Fears aveva chiuso la serata con zero canestri su sei tentativi dall'arco, ma quando la partita è arrivata al momento decisivo non ha tremato. Con New Orleans sotto di un punto e appena 7,3 secondi sul cronometro, il rookie ha realizzato entrambi i tiri liberi a disposizione, riportando avanti i Pelicans. Dall'altra parte, Trey Murphy III ha poi fermato Ty Jerome, blindando il successo per 135-134 dopo un tempo supplementare e infliggendo a Memphis la prima sconfitta stagionale.
Per New Orleans si tratta della terza vittoria consecutiva, arrivata grazie anche al contributo dei suoi lunghi e a un'altra prestazione di sostanza di Zion Williamson. L'ala dei Pelicans ha chiuso con 25 punti, 11 rimbalzi e quattro assist, tirando 9/15 dal campo e senza perdere nemmeno un pallone. Particolarmente prezioso il suo lavoro a rimbalzo offensivo: quattro quelli catturati, fondamentali per garantire alla squadra ulteriori opportunità di tiro.
Williamson ha fatto sentire il proprio peso soprattutto nel finale, attaccando con continuità il canestro, guadagnandosi falli e trovando anche un prezioso jumper dalla media distanza per allungare il vantaggio di New Orleans. Una prova completa, costruita sull'efficienza offensiva e sulla presenza sotto i tabelloni, che ha avuto un peso determinante nel successo dei Pelicans.
Il tema 🧐: Luka domina Miami
Lakers-Heat 138-117
La trasferta sulla costa occidentale di Miami è cominciata nel peggiore dei modi: contro i Los Angeles Lakers è arrivata una pesante sconfitta per 138-117, al termine di una partita praticamente mai in discussione. Gli Heat non sono riusciti a entrare davvero in gara e, soprattutto, non hanno mai trovato le contromisure per arginare Luka Doncic. Lo sloveno ha dominato già nel primo tempo, mettendo a referto 24 punti, quattro rimbalzi e otto assist. Miami ha provato inizialmente a contenerlo con la marcatura individuale, senza però ottenere risultati. Anche i successivi tentativi di difenderlo uno contro uno si sono rivelati inefficaci: Doncic ha mandato fuori tempo i suoi avversari con finte e cambi di ritmo, trovando sempre il modo di costruirsi un tiro. Andrew Wiggins ha provato a limitarne l'impatto, ma è spesso caduto nelle sue finte, mentre Davion Mitchell ha pagato la differenza fisica contro un giocatore capace di tirare sopra qualsiasi opposizione.
Il bilancio finale racconta meglio di qualsiasi altra cosa la sua serata: 42 punti, massimo realizzatore dell'incontro, 13 assist e sette rimbalzi. Numeri accompagnati da percentuali eccellenti: 58,3% dal campo, 40% da tre punti e 80% ai tiri liberi. Doncic ha avuto il pieno controllo della partita dall'inizio alla fine.
Sul fronte Miami, Bam Adebayo è rimasto praticamente ai margini nel primo tempo. Ha provato a dare un contributo maggiore nella ripresa, chiudendo con 16 punti, nove rimbalzi, quattro assist, due recuperi e due stoppate, ma il suo apporto non è bastato a cambiare l'inerzia della gara. Troppo poco e troppo tardi.
Anche Giannis Antetokounmpo ha provato a reagire soprattutto nella seconda metà dell'incontro, quando però il divario era ormai troppo ampio. Il greco ha terminato con 30 punti, 12 rimbalzi, sette assist, un recupero e due stoppate, senza riuscire a evitare il tracollo. La difesa è stata il vero tallone d'Achille degli Heat, apparsi troppo passivi nei primi due quarti. Anche Giannis dovrà assumersi maggiori responsabilità su questo fronte, dando l'esempio fin dalla palla a due.
Il dato 📊: Indiana quasi vince... in sei!
Pacers-Hawks 104-108
L'inizio della stagione NBA 2026-27 è stato caratterizzato da una vera e propria emergenza infortuni, con numerose stelle già costrette a fermarsi. Nessuna squadra, però, sembra aver pagato un prezzo tanto alto quanto gli Indiana Pacers, presentatisi alla sfida di lunedì contro Atlanta in condizioni decisamente singolari: appena sei giocatori disponibili. Tyrese Haliburton, che dovrà rimanere ai box per almeno due settimane a causa di uno stiramento al bicipite femorale, era soltanto il primo nome di una lista lunghissima. I Pacers hanno dovuto fare i conti con ben 11 indisponibili. Obi Toppin, inizialmente inserito nel bollettino medico, è riuscito a scendere in campo per garantire alla squadra almeno otto giocatori a disposizione, ma Kelly Oubre Jr. è stato escluso all'ultimo momento per una contusione al ginocchio sinistro. Il risultato? Indiana si è ritrovata con appena sei elementi utilizzabili per l'ottava partita della stagione.
Questo il lunghissimo elenco degli indisponibili: Tyrese Haliburton, Andrew Nembhard, Pascal Siakam (riposo), Ivica Zubac, T.J. McConnell, Aaron Nesmith, Ben Sheppard, Johnny Furphy, Larry Nance Jr., Obi Toppin e Kelly Oubre Jr. Una situazione che ha costretto Rick Carlisle a reinventare completamente il quintetto. Tutti e cinque i titolari abituali erano fuori. Siakam, Nembhard e Nesmith avrebbero anche potuto giocare, ma lo staff ha preferito concedere loro una serata di riposo, considerando che la partita contro Atlanta era la seconda di un back-to-back e che il giorno successivo era previsto un turno di riposo. Il quintetto iniziale è stato così composto da Jalen Slawson, Braden Smith, Jarace Walker, Quenton Jackson e Jay Huff. L'unica alternativa in panchina era Kobe Brown
Secondo Bobby Marks e Matt Williams di ESPN, era dal 1948 che una squadra non si presentava a una partita con sei o meno giocatori così presto nella stagione. L'ultimo precedente risaliva ai Los Angeles Lakers, che nella loro terza gara stagionale erano riusciti a schierarne appena cinque contro i Boston Celtics. Un episodio avvenuto un anno prima che la lega assumesse ufficialmente il nome di NBA.Eppure, nonostante le condizioni di assoluta emergenza, Indiana è andata vicinissima all'impresa. I Pacers hanno perso 108-104, ma sono riusciti a riportarsi a soli due punti di distanza a 1'36" dalla sirena, mancando poi il tiro del possibile sorpasso a meno di un minuto dalla fine.
La giocata: la decide SGA!
Cavaliers-Thunder 112-117
Momento complicato per gli Oklahoma City Thunder, costretti a fare i conti con le assenze di tre pedine fondamentali del roster: Cason Wallace, Jalen Williams e Chet Holmgren. Ma finché c'è Shai Gilgeous-Alexander, OKC resta una minaccia per chiunque. Il canadese ha trascinato i Thunder al successo sul campo dei Cleveland Cavaliers, chiudendo con 43 punti e 8 assist. A decidere la partita è stata soprattutto la sua giocata nel finale: una tripla pesantissima a 33 secondi dalla sirena, che ha permesso a Oklahoma City di completare il sorpasso sul 115-112.