Round Olimpia (#12), le considerazioni dopo la sconfitta ad OAKA

Non sono bastati 38 minuti da vera Milano per evitare l'8° KO consecutivo in Europa. Adesso la salita è molto più che ripida.

Scritto da FMB  | 
Marco Brondi

Non sono bastati 38 minuti da vera Milano per evitare l'8° KO consecutivo in Europa. Adesso la salita è molto più che ripida. 

L'Olimpia Milano esce sconfitta due volte da OAKA contro il Panathinaikos, 8° ko consecutivo in Eurolega e dei messaggi molto preoccupanti per coach Messina che andiamo ad analizzare in punti:

  • L'illusione. Oggettivamente Milano per 38 minuti è stata LA VERA Milano da Eurolega. Oltre alla solita difesa anche l'attacco aveva trovato ritmo, soluzione, continuità ed efficienza. Il +15 era stra-meritato con Melli ed Hines in gran spolvero ma, nel momento in cui bisognava ammazzare la partita, i biancorossi hanno lasciato che l'armadio degli incubi si aprisse ed il resto è storia. E forse questo anzi, togliete il forse, QUESTO è l'aspetto più disarmante per Messina dopo la gara di ieri. Se neanche nella miglior prestazione stagionale si riesce a vincere…
     
  • Nuova mentalità. Inutile andare avanti a dire, compreso il sottoscritto,  “Se vincono la prossima svoltano”. Questa squadra sente troppo la pressione in Eurolega dovuta all'emergenza caricata a sua volta da una classifica adesso preoccupante e dal fatto che è ancora a 0 vittorie casalinghe, quindi senza neanche la sicurezza del suo fattore campo.
    La prossima è in casa contro il Maccabi con i tifosi già oltre al limite della pazienza se non del tutto scoraggiati/delusi, È LA PARTITA dell'anno non per la classifica, non per la stagione, ma per togliersi uno dei tanti macigni che i ragazzi di Messina si portano dietro. Andare 0-7 in casa sarebbe la vera pietra tombale sulla stagione, roba da far concorrenza al Repesa 2. Milano adesso deve ragionare 40 minuti alla volta e vestire i panni “della provinciale” e non più della contender ricostruendo il suo cammino ed identità
    P.S - Attenzione. Shavon Shields manca, tanto, tantissimo ma non è Kevin Durant che torna e viaggia a 30 di media vincedo da solo 5/6 partite, anche quello sarà uno se non IL momento chiave della stagione biancorossa.
     
  • TLC non è quel giocatore. Luwawu-Cabarrot ieri ha confermato due cose: è un signor giocatore, perché tra difesa e attacco ha sempre messo lo zampino, ha carattere, ha grinta ma NON è un closer. La pallacanestro, per quanto i sapientoni e moralisti continuino ad insistere, NON è uno sport di squadra. Le individualità fanno la differenza e ieri ad OAKA la prova: Bacon ha tenuto in vita i suoi, ha messo i canestri più pesanti nel momento più critico e poi ha indirizzato/ucciso la partita nell'overtime perché è QUEL giocatore. TLC non lo è: 0/2 ai liberi, tripla sbagliata con spazio ed in ritmo, appoggio al tabellone sbagliato e fallo in attacco a 8" dalla fine. Però qui c'è anche il concorso di colpa di Messina, dopo l'appoggio sbagliato da 2 metri NON bisognava tornare dal francese. 
     
  • No palle, No gloria. Mettere in croce Luwawu-Cabarrot non è corretto. L'ho spiegato prima, ma gli altri dove erano? L'unico giocatore che esce da OAKA a testa alta è Brandon Davies. L'ex Barcellona ha confermato la forma ritrovata e ha dato tutto. Mitrou-Long è lodevole la personalità dopo l'avvio da livello UISP ma ha confermato ancora i suoi limiti di adattamento all'Eurolega dove Paris Lee se lo è divorato. L'altro giocatore che poteva dal palleggio era Devon Hall, bella la tripla del +4 poi? L'anno scorso Hall aveva tra le mani i possessi che scottavano, altro segnale che Messina non ha fiducia nel suo #22.
    P.S - Bacon ha giocato con 4 falli nella seconda metà del 4° periodo, ci fosse stato uno che lo abbia puntato in palleggio per buttarlo fuori…
     
  • Billy Baron ,a che pro? OK, non c'è Pangos a dirigere l'attacco e servirlo in uscita dai blocchi ma in questo momento Baron è più nocivo che utile. Non è mai ritmo, non riesce ad essere innescato per sparare quelle 2-3 triple che obbligano al difesa ad inseguirlo. Voigtmann, Thomas sono oggetti del mistero ma non che Billy sia così lontano dal rientrare in quella categoria.

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