Kingston Flemings – Atlanta Hawks (scelta #8)

Come diversi altri rookie, anche Flemings ha avuto qualche difficoltà iniziale al tiro. Nelle ultime uscite, però, ha cambiato marcia, mettendosi in evidenza con una prestazione da 23 punti e cinque assist nella sua quinta partita NBA. Il giovane playmaker ha già conquistato la fiducia di coach Quin Snyder. Sta viaggiando a 7,1 punti e 4,6 assist di media, tirando con il 47,6% dal campo e il 38,5% da tre punti.
Flemings si sta dimostrando un regista affidabile, capace di leggere bene le situazioni di gioco e servire i compagni al momento giusto. Con il passare delle partite sta inoltre diventando più intraprendente in fase offensiva. Non ha perso nemmeno il suo fiuto difensivo, già apprezzato durante l'esperienza a Houston: contro i Pelicans ha messo a referto quattro palle rubate in meno di 25 minuti.

Brayden Burries – Milwaukee Bucks (scelta #10)

Burries sta sfruttando nel migliore dei modi i minuti a disposizione, dimostrandosi un giocatore completo e capace di contribuire in diverse situazioni. La guardia dei Bucks viaggia a 8,9 punti, 4,4 rimbalzi e 1,3 assist di media in appena 17 minuti a partita. Il principale aspetto da migliorare riguarda il tiro da tre punti. Al college aveva dimostrato di essere un tiratore affidabile, ma nelle prime uscite NBA sta incontrando qualche difficoltà, con appena il 25% dall'arco.
Una volta ritrovata la propria efficacia al tiro, Burries potrebbe diventare ancora più pericoloso e ampliare ulteriormente il proprio repertorio offensivo. Anche in difesa ha già mostrato alcune buone qualità, pur alternando prestazioni positive a qualche inevitabile errore di gioventù. Da segnalare, inoltre, una delle schiacciate più spettacolari realizzate finora da un rookie in questa stagione.

Darryn Peterson – Utah Jazz (scelta #2)

L'inizio di Peterson è stato decisamente più complicato rispetto alle aspettative. La seconda scelta assoluta del Draft sta viaggiando a 13,4 punti di media, tirando con appena il 36,3% dal campo. Il 37,5% da tre rappresenta al momento il suo principale contributo offensivo. L'intesa con Keyonte George non è ancora decollata e Peterson fatica soprattutto ad arrivare con continuità al ferro, affidandosi troppo spesso al tiro in sospensione.
Per diventare un giocatore realmente incisivo in entrambe le metà campo dovrà anche migliorare dal punto di vista fisico, aumentando la propria capacità di reggere i contatti con gli avversari. Un segnale delle difficoltà incontrate è arrivato nella partita persa ai supplementari contro gli Spurs, quando coach Will Hardy ha deciso di lasciarlo in panchina nel finale. Una scelta che suggerisce come il giovane talento debba ancora conquistare pienamente la fiducia del proprio allenatore.

Keaton Wagler – Los Angeles Clippers (scelta #5)

Wagler ha mostrato buone qualità nella lettura del gioco, raccogliendo statistiche individuali discrete: 12,1 punti, 3,6 assist e 4,4 rimbalzi di media. Ha inoltre dimostrato di saper conquistare viaggi in lunetta con una certa continuità. Il problema principale riguarda però l'efficienza al tiro. Le sue percentuali sono finora molto basse: appena il 29% dal campo e il 30,3% dalla lunga distanza. A preoccupare non sono soltanto gli errori al tiro, ma anche le modalità con cui arrivano. Wagler sta incontrando difficoltà nel reggere il contatto fisico con i difensori avversari, pur continuando a cercare con decisione la penetrazione verso il canestro. Il talento non manca, ma sarà necessario un periodo di adattamento per comprendere come sfruttare al meglio le proprie caratteristiche contro il livello fisico e atletico della NBA.

Menzioni d'onore

Tra gli altri rookie che meritano attenzione in questo primo scorcio di stagione figurano Meleek Thomas, Aday Mara, Mikel Brown Jr., Trevon Brazile, Morez Johnson, Sergio de Larrea, Allen Graves, Graham Ike, Emanuel Sharp e Bennett Stirtz.

 


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