La classe Draft 2026 è già uno spettacolo! Ecco i migliori
Le matricole di questa stagione stanno già impressionando con prestazioni importanti, vediamo chi si sta distinguendo
Le matricole di questa stagione stanno già impressionando con prestazioni importanti, vediamo chi si sta distinguendo
La classe del Draft NBA 2026 era considerata una delle più attese degli ultimi anni. Non a caso, circa un terzo delle franchigie NBA ha deliberatamente cercato di perdere più partite possibile per aumentare le proprie possibilità di ottenere una delle prime quattro scelte, tutte potenzialmente meritevoli della prima chiamata in un Draft tradizionale.
A poco più di una settimana dall'inizio della stagione, le prime indicazioni sono contrastanti. Alcune delle prime scelte stanno incontrando difficoltà soprattutto dal punto di vista realizzativo, mentre diversi giocatori selezionati fuori dalla top 10 hanno già dimostrato di poter lasciare il segno. Naturalmente, la graduatoria è destinata a cambiare sensibilmente nel corso della stagione. Con circa il 10% della regular season già alle spalle, ecco i rookie che si sono messi maggiormente in evidenza nelle prime settimane di NBA.
Yaxel Lendeborg – Golden State Warriors (scelta #11)
Lendeborg è stato finora il rookie più produttivo della classe 2026. Si trova tra i primi cinque esordienti per punti, rimbalzi e assist, tirando con un eccellente 50% dal campo e il 40% da tre punti.Le qualità tecniche e la versatilità di Lendeborg erano già note, ma la sua capacità di incidere in attacco sta andando oltre le aspettative. Un dato particolarmente interessante, considerando che nella sua carriera universitaria aveva superato quota 30 punti in una singola partita soltanto una volta.Si è dimostrato particolarmente efficace nel tiro da tre dal palleggio, nelle situazioni di uno contro uno e nel gioco in post basso. Qualche limite rimane nella difesa lontano dalla palla, ma anche sotto questo aspetto i progressi rispetto alle prime uscite sono evidenti. Probabilmente non sarà il miglior giocatore di questa classe nel lungo periodo, anche considerando che ha cinque anni in più rispetto ad alcuni dei suoi principali concorrenti. Per il momento, però, nessuno ha fatto meglio di lui.
Cameron Boozer – Memphis Grizzlies (scelta #3)
L'inizio di stagione di Boozer non è stato particolarmente brillante al tiro: nelle prime tre partite ha infatti chiuso con appena il 29% dal campo. Nonostante le difficoltà realizzative, ha continuato a contribuire in diversi aspetti del gioco, mostrando ottima visione, capacità di lettura e personalità nei momenti decisivi. Emblematico il canestro del sorpasso realizzato a 20 secondi dalla sirena nella vittoria per 111-108 contro i Warriors, arrivata nella seconda partita stagionale dei Grizzlies. Dopo le prime difficoltà, Boozer ha progressivamente trovato ritmo e fiducia. Le sue percentuali sono salite al 38,5% dal campo e al 37,2% dall'arco, con una media di 17,7 punti a partita. Il suo stile di gioco è già estremamente maturo e, nonostante sia il giocatore più giovane dell'intera NBA, dà spesso l'impressione di avere alle spalle diverse stagioni da professionista.
Caleb Wilson – Chicago Bulls (selta #4)
Il tiro in sospensione è ancora un aspetto da migliorare per Wilson, che sta tirando con il 32,3% dalla media distanza e il 32,1% da tre punti. Quando si tratta di attaccare il ferro, però, il rookie dei Bulls ha già dimostrato di essere uno dei migliori della sua classe. Con 17 schiacciate, occupa infatti il sesto posto nell'intera NBA. La sua esplosività gli permette di essere particolarmente efficace nelle situazioni di contropiede, dove riesce spesso a fare la differenza. Si è messo in mostra anche nei tagli verso canestro e nelle situazioni di isolamento, sfruttando un primo passo davvero difficile da contenere. Le qualità atletiche rappresentano senza dubbio una delle sue armi migliori, ma Wilson sta impressionando anche nella metà campo difensiva. La sua capacità di coprire ampie porzioni di campo gli permette di contestare numerosi tiri, proteggere il ferro e intervenire sulle linee di passaggio. Non mancano alcune ingenuità tipiche di un esordiente, soprattutto nelle rotazioni difensive e nelle situazioni di aiuto. Il potenziale, tuttavia, è quello di un giocatore capace di diventare un riferimento su entrambi i lati del campo.
AJ Dybantsa – Washington Wizards (scelta #1)
Dybantsa paga leggermente il fatto di aver saltato una parte della prima partita dei Wizards a causa di un problema alla caviglia. Quando è stato a disposizione, però, ha mostrato tutto il proprio talento. Il suo debutto è stato il migliore tra i rookie della classe 2026: 19 punti con appena 12 tiri dal campo contro i Cavaliers. A quella prestazione sono seguite altre due ottime prove contro Hornets e Magic, nelle quali ha confermato di poter trasferire anche in NBA le qualità offensive mostrate durante l'esperienza universitaria a BYU. Dybantsa è particolarmente efficace quando attacca il canestro in velocità e possiede un ottimo tocco nei tiri dalla media distanza. La sua varietà di soluzioni offensive rappresenta già un problema per le difese avversarie. Alla vigilia della stagione, uno dei principali interrogativi riguardava il suo rendimento difensivo. Le prime uscite hanno fornito indicazioni incoraggianti: Dybantsa sta mostrando maggiore applicazione rispetto al periodo universitario e sfrutta le proprie qualità fisiche per sporcare le linee di passaggio e provocare deviazioni. Deve ancora migliorare nella gestione dei blocchi avversari, ma i primi segnali sono decisamente positivi.
Darius Acuff – Sacramento Kings (scelta #7)
Acuff è il miglior realizzatore tra i rookie, con una media di 26,1 punti a partita. Un dato impressionante, che va però contestualizzato alla luce delle sue percentuali: dopo un inizio particolarmente complicato, è risalito fino al 40,6% dal campo e al 31,3% da tre punti. Per raggiungere queste cifre, Acuff ha bisogno di un volume di tiro molto elevato: con 23,6 conclusioni a partita, è infatti il giocatore che tira di più nell'intera NBA. La situazione dei Kings contribuisce a spiegare questi numeri. Sacramento è una squadra in grande difficoltà, priva di una struttura offensiva consolidata e di un'intesa particolarmente efficace tra i suoi interpreti. In questo contesto, Acuff ha grande libertà d'azione e può assumersi numerose responsabilità offensive. La sua capacità di creare un tiro e trovare soluzioni individuali è già interessante, ma è soprattutto nella metà campo difensiva che emergono le maggiori perplessità. I suoi errori sono diventati oggetto di diverse discussioni sui social e alcune statistiche avanzate lo collocano tra i dieci peggiori difensori della lega.