NBA Rookie Of The Year 2022-23, non solo Banchero-Mathurin: i dark horse

I due migliori rookie in NBA per ora sono Banchero e Mathurin, ma durante l'anno molti possono inserirsi nella lotta.

Scritto da Valentino Aggio  | 

I due migliori rookie in NBA per ora sono Banchero e Mathurin, ma durante l'anno molti possono inserirsi nella lotta.

Arrivati ad un quarto di stagione, è tempo di valutazioni. Come ogni anno i rookie, alla prima stagione da professionisti, sono motivo di grande interesse nel mondo NBA. La classe del 2022 vede per ora una lotta a due per il titolo di Rookie Of the Year tra il nostro Paolo Banchero e Bennedict Mathurin degli Indiana Pacers. Ci sono però anche altri debuttanti che stanno ben figurando e nell'arco della stagione potrebbero impensierire i due favoriti per il premio finale.

Jabari Smith Jr. (HOU)

In una squadra piena zeppa di talento come gli Houston Rockets, con la terza scelta assoluta allo scorso draft i texani hanno scelto Jabari Smith Jr, ala forte in uscita da Auburn. Insieme a Jalen Green, Kevin Porter Jr. e Alperen Şengün, in Texas il futuro sembra più che roseo.
Alla sua prima stagione in NBA, Smith non sta affatto facendo male, ma forse leggermente meno rispetto ad altri. Le statistiche recitano 11.8 punti, 7 rimbalzi ed una stoppata di media a gara. Numeri per nulla malvagi, ma Smith nel suo inizio di carriera è stato oscurato dal compagno di reparto turco Şengün, che è recentemente diventato il centro più giovane della storia a raggiungere 1000 punti e 200 assist in carriera. Di certo tenere i ritmi del pari ruolo Banchero non è facile per Smith, che sta comunque disputando un'ottima annata di debutto. 

Keegan Murray (SAC)

Nelle ultime stagioni i Sacramento Kings hanno avuto fortune alterne al draft NBA. La franchigia della California ha piazzato ottimi colpi come Tyrese Haliburton e De'Aaron Fox così come dei bust clamorosi come Marvin Bagley, Willie Caulie-Stein, Nik Stauskas e Marquese Chriss. Dopo la dubbia scelta di Davion Mitchell la scorsa stagione, i Kings hanno pescato un ottimo giocatore in Keegan Murray, quarta scelta assoluta nel 2022. L'ala ex Iowa è una parte del successo dei bianco-viola in questa prima parte di stagione.
In meno di 30 minuti a partita Murray riesce a viaggiare a 11.3 punti di media e oltre 4 rimbalzi. Sono ottime le percentuali dal campo per Murray, si nota inoltre un bel miglioramento riguardo le percentuali ai tiri liberi, ora al 85%. Nonostante si prenda quasi sei triple di media a gara, il classe 2000 ne segna “solo” il 33%. Il tiro da tre punti è infatti il punto debole fino a questo momento per Murray, dopo due anni ad oltre il 37% al college. 

Jaden Ivey (DET)

La stagione dei Detroit Pistons non è certo da incorniciare, ma del resto è in linea con le aspettative. Il record al momento recita 6-19, con i Pistons che riescono a fare meglio solo degli Orlando Magic. Se c'è una buona notizia nella Motor City è lo sviluppo di giovani talenti, in particolare una coppia di guardare che finora ha fatto vedere delle ottime cose. Oltre al miglioramento della ex prima scelta assoluta Cade Cunningham, i Pistons si sono assicurati le prestazioni della guardia Jaden Ivey con la quinta scelta assoluta. Il classe 2002 arrivato da Purdue ha avuto fin da subito minuti e fiducia da parte di coach Casey, ripagandolo con buone prestazioni.
La guardia di Detroit sta viaggiando a 15.9 punti di media a gara (3° tra i rookie) con 4.3 assist (1° tra i rookie), quasi 5 rimbalzi e 1.2 palle rubate a partita. Le percentuali dal campo sono buone (41%), ma a far storcere il naso sono le percentuali dalla lunga distanza (31%) ed ai tiri liberi (73%). Senza dubbio Ivey è un fortissimo candidato per il primo quintetto tra debuttanti. Inoltre il giovane prodotto di Purdue ha moltissimi minuti a disposizione viste anche le sole 12 partite giocate dal compagno di reparto Cunningham.

Shaedon Sharpe (POR)

Quella della settima scelta allo scorso draft Shaedon Sharpe è una storia che va assolutamente raccontata. La guardia classe 2003, uscita come terzo miglior prospetto degli USA dal liceo, ha deciso di giocare per Kentucky. Una volta arrivato il momento di giocare al college il giocatore ha deciso che non avrebbe giocato perché “voleva migliorare sé stesso e la propria squadra in allenamento per poi essere leader nella stagione successiva". La promessa di Sharpe non è stata mantenuta dato che si è dichiarato eleggibile per il draft 2022, conscio dell'interesse delle franchigie NBA per quello che ha fatto vedere da liceale. Infatti i Portland Trail Blazers hanno deciso di chiamarlo comodamente all'interno della top 10.
Per non aver giocato un anno, l'impatto di Sharpe a livello NBA non è stato così male. Sfortunatamente il 19enne è capitato in una franchigia che vanta un'ottima coppia in Damian Lillard ed un sempre più concreto Anfernee Simons. Nonostante ciò il canadese è riuscito a ritagliarsi un buon spazio da circa 20 minuti sul parquet a partita. Sono 8 punti e 2.4 rimbalzi a sera per Sharpe con una buona percentuale dal campo e margini di crescita ancora enormi.

Jalen Williams (OKC)

Jalen Williams è solo l'ultima guardia presa al draft da Sam Presti, che sembra disprezzare in ogni modo i lunghi. Il classe 2001 è arrivato agli Oklahoma City Thunder tramite la 12^ scelta nello scorso draft e sta avendo un impatto migliore rispetto a giocatori scelti prima di lui. Williams è il 6° ed ultimo rookie finora al di sopra dei 10 punti di media a partita (10.8) conditi da 3.3 rimbalzi e 2.5 assist. Purtroppo né Williams e tantomeno il resto delle guardie presenti nel roster dei Thunder sono dei buoni tiratori. Nei tre anni di militanza al college di Santa Clara Williams non ha mai superato il 39% sui soli tre tentativi di media a partita. Insomma, Williams non è mai stato abituato a tirare da tre punti ed ha mantenuto questa abitudine anche in NBA dove per ora tira solo 2.3 volte a partita. Le percentuali dal campo sono più che buone (53.4%), ma la mancanza di tiro dalla distanza è ciò che sta penalizzando pesantemente OKC. 

Menzione d'onore

Andrew Nembhard (IND)

Bisogna dire che il front office degli Indiana Pacers quest'anno sembra aver fatto il colpaccio. Oltre al già citato Bennedict Mathurin, il GM Kevin Pritchard ha selezionato Andrew Nembhard con la 31^ scelta assoluta. Solitamente i giocatori scelti al secondo giro non fanno troppa strada in NBA, specialmente nei primi mesi di carriera. Non è di certo il caso di Nembhard, guardia canadese arrivato dal college di Gonzaga. Nonostante il consistente numero di guardie presente nel roster di Indiana, Nembhard ha trovato spazio grazie alla sua maturità cestistica rispetto ad altri rookie.
Infatti, il canadese ha passato ben quattro stagioni al college divise tra Florida e Gonzaga. I quasi 24 minuti di media a partita e le dieci partenze in quintetto dimostrano la fiducia dello staff riposta nei confronti del classe 2000. I numeri parlano di 9.1 punti di media a partita ed oltre 4 assist, confermando le doti da buon passatore già dimostrate al college. Le statistiche di Nembhard sono gradualmente cresciute durante l'anno arrivando all'exploit contro i campioni in carica dei Golden State Warriors. Nella vittoria di Indiana contro i Dubs Nembhard ha segnato ben 31 punti conditi da 13 assist, ovviamente entrambi career-high. Per ora sembra quasi scontato dargli il premio di “Steal of the Draft”.


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