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LeDay 6,5: non ripete la campagna europea di altissimo livello dell’anno scorso da 16 punti di media e quasi 20 di valutazione. Garantisce comunque 13 punti e si conferma un ottimo tiratore dall’arco (50%), ma l’andamento complessivo delle sue prestazioni è un po’ altalenante: alterna infatti prove convincenti a disattenzioni difensive, costate caro alla squadra in più di un’occasione.

Ricci 7: risponde presente quando chiamato in causa, garantendo sempre difesa ed energia. Tira con un ottimo 42% da tre punti e si toglie lo sfizio di segnare 22 punti nel derby contro Cantù e 19 contro la Virtus al Pala Dozza.

Dunston SV: voluto da Messina per aggiungere esperienza nello spogliatoio, gioca qualche gara a causa dell'assenza di Nebo all'inizio della stagione, poi non viene più impiegato.

Nebo 7,5: tolto il mese di ottobre, trova finalmente continuità in termini di tenuta fisica e prestazioni dopo la stagione molto sfortunata dello scorso anno. Garantisce solidità nel pitturato sia in attacco che in difesa, con 10 punti, 6 rimbalzi e 1 stoppata a partita.

Shields 7-: Non manca il solito apporto generoso in fase offensiva (13 punti di media), ma è un’annata in cui alterna ottime performance a prestazioni un po’ opache, figlie di una spartizione più allargata delle responsabilità offensive e di quintetti in cui si calpesta un po’ i piedi con Brooks e Guduric. Conclude bene la stagione viaggiando a 14,5 di media nei playoff LBA.

Bolmaro 8+: stagione molto positiva per l’argentino, che si dimostra a tutti gli effetti l’anima della squadra e l’equilibratore in entrambe le fasi di gioco. In più di un’occasione, il suo ingresso dalla panchina cambia la partita grazie all’energia e alla garra che mette in campo. Migliora il suo rendimento in fase offensiva e si dimostra sempre più affidabile anche da dietro l’arco. Punto fisso da cui ripartire.

Brooks 8: vince a mani basse il premio di Most Improved Player della squadra e, sotto la guida di Poeta, mette a ferro e fuoco numerose difese europee, sfoderando prestazioni individuali da capogiro e decidendo da solo alcune partite. Rallenta un po’ dopo che le difese si adeguano al suo stile di gioco, ma conclude la stagione in modo positivo, con ottime prestazioni ai playoff LBA. Si porta a casa l'MVP della Coppa Italia, l'MVP della regular season LBA e l'MVP delle finali scudetto. Ciò nonostante, la dirigenza biancorossa decide di non investire su di lui: Punter 2.0?

Flaccadori 6: sempre presente quando chiamato in causa in questa stagione travagliata, soprattutto nel suo ruolo.

Guduric 6,5: arriva da campione di Eurolega, dopo aver disputato delle Final Four da MVP. Arriva con l’idea di avere un ruolo più centrale rispetto a quello che aveva al Fener e con un contratto molto oneroso (2,6 a stagione!). Appare come il lontano parente del giocatore lucido, esperto e decisivo che abbiamo imparato ad apprezzare negli ultimi anni sui palcoscenici più prestigiosi d’Europa. Il voto era 5,5, alzato di 1 punto perché chiude la serie contro Venezia, da closer quale è. Ci si aspettava di più, da recuperare.

Cancar SV: Messina decide di puntare sull’ex giocatore NBA. La scommessa si rivela subito perdente, in quanto, dopo la preseason, emergono nuovi problemi al ginocchio che portano a separarsi anzitempo le strade del giocatore sloveno e della squadra meneghina.

Booker SV: stagione anonima per l’ex Bayern, che non si integra mai appieno nei meccanismi di squadra. Con il proseguire della stagione si perde un po’, mostrando alcuni limiti caratteriali e difensivi che mettono in difficoltà la squadra in alcune occasioni, come ad esempio nel round 18 a Dubai. Poeta decide di escluderlo dalle rotazioni per i playoff di LBA e non ha torto, poiché alla fine la squadra trionfa. Da ritrovare.

Ellis 5,5: stagione così così per l’ex Trento. Parte forte, vincendo l’MVP della Supercoppa e, a causa dei problemi di Lorenzo Brown, si ritrova ad amministrare la cabina di regia della squadra, rispondendo presente, il che non è scontato per un “rookie” in Eurolega. Con l’avanzare della stagione, accusa un po’ di inesperienza, di stanchezza e viene distratto dalle sirene della NCAA. L'orgoglio però è l'ultimo a mollare e nei playoffs mostra qualche guizzo con le triple decisive in G4 di finale.

Diop 7: regular season LBA un po’ spenta, con 14 partite giocate e solo 11 minuti di media. Nei playoff si trasforma, approfitta dei minuti concessi da Poeta e ripaga la fiducia del coach con prestazioni solide su entrambi i lati del campo, facendo fruttare i pick&roll centrali, lottando su ogni pallone e portando energia e intensità.

Brown 4: playmaker puro e veterano dell’Eurolega, viene ingaggiato dall’Olimpia per affiancare Ellis, portare esperienza in cabina di regia e gestire i momenti chiave delle partite. Pronti via, si infortuna, resta fuori per 2 mesi, torna e non riesce a prendere le redini della squadra a causa di un mix di fattori, tra cui l’annata 2024/25 senza aver giocato, un’attitudine svogliata, scelte in campo rivedibili e un feeling con Poeta che non sboccia mai. Flop totale.

Mannion 6-: un'altra stagione complessa per Nico, a causa di un ruolo incerto e poco definito. All’inizio gli viene preferita la coppia Brown-Ellis e viene impiegato in LBA; poi Brown se ne va e il ruolo di secondo playmaker viene spartito tra lui, Bolmaro e Guduric. È bravo Poeta a non arrendersi e a crederci, mettendolo nelle condizioni di fare il suo quando lo chiama in causa. Gioca due ottime partite nelle prime due gare delle finali LBA.

Tonut SV: annata sfortunata e piena di infortuni, tra cui un’infezione virale acuta che lo costringe ad un periodo di riposo forzato.

Messina 4: costruisce una squadra che, sin da subito, non dà segnali di vita. Punta sul cavallo sbagliato (Lorenzo Brown) e alza bandiera bianca dopo 3 mesi.

Poeta 10: subentra a Messina a stagione in corso ed è chiamato a far funzionare una squadra che non ha progettato lui. Accetta la sfida e, con un approccio completamente diverso da quello precedente, crea un’identità di squadra più dinamica e offensiva, facendo esplodere definitivamente Brooks e coinvolgendo giocatori come Diop e Mannion. Chiude la sua prima stagione da capo allenatore dell’Olimpia con le vittorie in Coppa Italia e in campionato.


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