Il passaggio a Roma 2

"In certe piazze, quando si è presentata la disponibilità e la possibilità di questa partecipazione americana concentrata su Roma 2, ho approfittato della loro presenza perché ho pensato che il proseguimento del basket a Brescia potesse sicuramente esserci. Non si può pensare di cancellare il basket a Brescia dalla sera alla mattina, visto che ho sentito parlare di patrimonio della città. Però lasciatemi dire una cosa: il patrimonio c'è se c'è sostenibilità economica. Perché, se il patrimonio della città fosse quello che sento raccontare in questo momento da fuori, non avrei molta voglia di rimettermi a capo di una cordata per far sì che si possa ripartire, utilizzando parte dei fondi incassati dagli americani e rimettendoli a disposizione della città nei prossimi anni.
Un buon capo di famiglia, un buon amministratore di una società, deve essere consapevole delle proprie capacità e disponibilità finanziarie. Non può passare da una salvezza conquistata all'ultima giornata, facendo un campionato di A1 dove i costi vanno alle stelle, per poi sparire dalla sera alla mattina per fallimento.Chi ha la responsabilità di rappresentare una città in ambito sportivo deve capire quando è il momento di resettare. Se dieci anni fa avevamo 30 milioni di euro disponibili sul conto e oggi abbiamo poco più di 500 mila euro, significa che è una società che non regge e non produce utili.
Nonostante questo, con un'iniezione di denaro fresco e con una revisione della gestione, in un ambito diverso, si può continuare a fare sport, continuare a fare basket all'interno del PalaLeonessa con parametri diversi, aspettando di vedere, nei prossimi due o tre anni, dove porterà il basket europeo questa ondata di capitali americani"


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