I campioni d'Italia si preparano a difendere il titolo e a provare a tornare protagonista anche in Europa con un roster nuovo

Dopo una stagione più che positiva coronata dal primo triplete nazionale della sua storia — Supercoppa, Coppa Italia e trentaduesimo scudetto — l'Olimpia Milano ha vissuto un'estate di autentica rivoluzione. Se da un lato il campo ha regalato gioie tutt'altro che scontate viste le difficoltà attraversate e una campagna europea tutt’altro che positiva, dall’altro il mercato ha smontato l'ossatura di quella squadra, con il quintetto titolare che ha praticamente fatto le valigie. Armoni Brooks, uomo copertina e MVP di Coppa Italia, regular season e finale scudetto, ha sposato il progetto dell’ASVEL per poi finire in prestito a Valencia; Shavon Shields, dopo 6 stagioni in maglia biancorossa, è approdato alla corte di Jasikevičius al Fenerbahçe; Josh Nebo è andato al Barcellona; Quinn Ellis è volato in NCAA direzione St. John's, Zach LeDay ha firmato con l’Hapoel Tel Aviv e Nico Mannion è stato il primo colpo della neonata Bc Roma. Un quintetto intero da ricostruire, insomma, in quella che sarà la prima Olimpia Milano interamente targata Peppe Poeta e Daniele Baiesi, ormai pienamente al comando dell'area tecnica e dirigenziale dopo la fine dell'era Messina.

Wright e Mathews, gli ultimi due tasselli

Il colpo che ha cambiato il volto del reparto lunghi porta il nome di Moses Wright. Il centro americano classe 1998 è arrivato al termine di una delle trattative più clamorose dell'estate: il giocatore aveva infatti da tempo un accordo con il Barcellona, ma, data l'incertezza attorno al progetto blaugrana, ha aperto le porte a Milano, che ha deciso di pagare 900mila euro di buyout e firmare un accordo biennale col giocatore. Vecchio pallino di Baiesi, Wright è reduce da una stagione positiva con lo Zalgiris Kaunas: 13,2 punti, 6,6 rimbalzi, 1 stoppata e oltre 17 di valutazione in 38 gare di Eurolega, tirando con un impressionante 63,4% da due. È il lungo verticale, fisico e atletico che serviva alla squadra: garantisce infatti protezione del ferro, presenza a rimbalzo e una dimensione tecnica offensiva che si aggiunge a quella del confermato Devin Booker, con cui completerà le rotazioni interne.

Sul perimetro, invece, l'ultima pedina è Garrison Mathews. Il 29enne statunitense arriva dopo sette stagioni tra NBA e G League, in cui ha disputato 329 partite complessive con Wizards, Rockets, Hawks e Pacers. Mathews è soprattutto un tiratore in movimento, uno di quei giocatori che le difese sono costrette a inseguire per il campo. È con Kyle Korver, oggi dirigente ad Atlanta, che la guardia americana ha lavorato per affinare la tecnica di tiro nelle situazioni dinamiche in uscita dai blocchi. In carriera viaggia attorno ai 6 punti di media tirando con il 38% da tre su volumi discretamente alti, con circa 4 tentativi dall'arco a partita. Va detto, per completezza, che il suo è un contributo prevalentemente perimetrale: Mathews è un catch-and-shooter puro, non un giocatore che batte l'uomo dal palleggio o che attacca con continuità il ferro in 1vs1; il suo stile di gioco può essere associato a quello di giocatori come Kyle Kuric e l’ex biancorosso Billy Baron. Per la nuova Milano di Poeta, a caccia di punti e di spacing, il senso dell'operazione è proprio questo: aggiungere un tiratore puro, capace di allargare il campo ed essere una minaccia costante dall’arco, che obbliga le difese a rincorrerlo liberando spazio ai creatori di gioco.


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