New York torna a regnare con un nuovo Re in città
Dopo 53 anni i Knicks tornano sul tetto dell'NBA trascinati dal gruppo di Villanova con Towns che riscrive la sua storia
Capitan KAT
Karl-Anthony Towns ha disputato una serie altalenante in attacco e si è ritrovato alle prese con quei problemi di falli che lo hanno afflitto nelle precedenti edizioni dei playoff, ma il gigante di casa si è comunque dimostrato prezioso nelle Finali.
Towns, lungo dal talento offensivo straordinario, la cui difesa e la cui freddezza sono state messe in discussione per anni, ha tenuto testa in difesa per tutta la serie. Towns si è dimostrato particolarmente efficace nel marcare Wembanyama, ponendo ogni sorta di sfida al fenomeno degli Spurs. Towns ha usato la sua forza per rendere la vita difficile a Wembanyama: spingendolo fuori posizione, sfidandolo a rimbalzo e logorandolo lentamente.
Dopo che Towns è riuscito a tenere Wemby lontano dal canestro all'inizio della serie, il centro titolare di New York ha faticato a sfruttare i mismatch offensivi nelle fasi successive delle finali, per poi incorrere in problemi di falli. Ma ogni volta che Towns era costretto a restare in panchina per lunghi tratti, mi sono ritrovato a pensare: “I Knicks hanno davvero bisogno di Towns in campo... per la sua difesa”. Chi l'avrebbe mai detto?
Tutto questo dopo che Towns aveva trascorso i primi tre turni giocando la pallacanestro più completa della sua pluripremiata carriera. Dietro a questo impatto dell'ex Minnesota c'è anche lo zampino di coach Brown: l'idea di sfruttarlo maggiormente da regista nel 1° turno si è rivelato il punto di svolta nella corsa post-season di New York. Alzare due trofei nella stessa stagione da capitano dei New York Knicks è un qualcosa già di suo epico per un ragazzo che ha vissuto momenti di grande difficoltà sia in campo che fuori con la scomparsa della madre durante il Covid.