Commentiamo i 10 punti della stagione di theScore

Joseph Casciaro e Joe Wolfond hanno steso una rubrica in due parti sui 10 temi di questa stagione, in questo post andiamo a commentarli.

Scritto da FMB  | 

Jesse D. Garrabrant / Getty Images

Joseph Casciaro e Joe Wolfond di theScore hanno steso una rubrica in due parti sulle "10 cose che abbiamo imparato" in questa stagione, in questo post andiamo a commentarli.

Tempi duri, le uniche notizie sono in merito ai giocatori guariti o contagati dal coronavirus e sul cosa si farà per provare a concludere questa annata, nel week-end il media theScore ha stilato questa rubrica in due episodi sulle 10 cose che abbiamo imparato in questa prima parte di stagione (Parte 1 & Parte 2) tra giocatori, squadre e gioco.

Qui sotto ve le riporto commentandole.

10) Taglio netto tra i migliori 3 ed il resto della Lega
Joseph Casciaro dichiara Giannis Antetokounmpo il giocatore più dominante della Lega e nei soli Kawhi Leonard e LeBron James gli ostacoli. Giannis-LBJ-Kawhi Top 3 della Lega con distacco sugli altri in questa stagione? Condivisibile per costanza di prestazioni e risultati, Giannis sta replicando la stagione 2018/19 che gli consentì di vincere l'MVP però il 34enne giallo-viole tiene ancora botta...e testa davanti a tutti.

9) Chris Paul è ancora il Point-God
Mah...Paul è uno di quei giocatori che vanta l'aurea protettiva dei tifosi in qualunque situazione, sta giocando una grande stagione fortemente motivata dalla frustrazione di essere stato scaricato da Houston e quindi di dimostrare di non essere un giocatore sulla via del tramonto. Aspetto encomiabile se si pensa che CP3 il suo titolo lo ha già vinto con l'imbarazzante contratto firmato ancora ai tempi dei Rockets.

8) Anche senza Leonard i Raptors rimangono contender
Si. Conferma di un solido sistema creato da coach Nurse, giocatori giusti al posto giusto, senatori sempre in prima fila ossia Lowry-Siakam-VanVleet e giovani in ascesa come Terrence Davis. Questa stagione potrebbe rivelarsi ancor più più importante della precedente che li vide vincere il titolo, mostrare di essere un sistema vincente anche senza la stella assoluta un gran biglietto da visita per la Free-Agency.

7) OKC ha scambiato due stella ma potrebbe aver vinto lei negli affari
George ai Clippers non è valutabile perché non è mai stato al 100%, Westbrook a Houston fa (non si sa bene cosa ma fa), quindi in parte si ai Thunder è andata bene anche perché Shai Gilgeous-Alexander sta confermando tutte le belle cose viste nel suo anno rookie, Danilo Gallinari è sugli standard dell'anno scorso e di Paul ne abbiamo parlato prima...dopo la Dead-Line nessuno è partito (contro molte previsioni) però il monte ingaggi reciterà $103 milioni per la prossima stagione ($68 milioni solo il duo Paul-Adams), il lavoro di Presti è ancora lungo per sistemare la franchigia.

6) Westbrook è ancora un giocatore d'elitè, nella giusta situazione
NON esiste la giusta situazione, esiste solo la situazione Westbrook. A Houston sta facendo tutto lui per se stesso, ha deciso lui di smettere di tirare da 3 punti, lo Small-Ball puro di D'Antoni lo ha aiutato visto che dalla trade Capela ha viaggiato a 31.7 punti col 52% dal campo...ma si ha sempre la sensazione che possa deragliare.

5) Kyrie Irving è ancora un dilemma
No. Kyrie Irving è un "closer" e secondo violino. Stop. Se si va avanti a pensare e a vederlo come Go-To-Guy/leader di una franchigia si sbaglia, non è in grado di farlo dentro e fuori dal campo e infatti sarà davvero curioso di vederlo in campo con Kevin Durant l'anno prossimo.

4) La difesa del pitturato > difesa sul tiro da 3
Si giusta lettura, nell'NBA di oggi o si tira da 3 o si va al ferro, il tiro dalla media è ormai in estinzione e quindi avere un pitturato ben difeso fa la differenza, il tiro da 3 è un'arma spesso abusata e se non hai Curry-Thompson rischi spesso e volentieri la serata storta.
I Bucks, Clippers, Raptors, Celtics ad esempio sono tra le squadre che concendono il tiro da 3 all'avversario ma segnare dentro è molto difficile, Lakers e Pacers invece sono tra le poche che hanno una difesa bilanciata. Chiaro che molto dipende dal personale a disposizione degli allenatori.

3) Pat Riley è ancora il "Padrino"
Non scopriamo l'acqua calda, Pat Riley malgrado una situazione difficile è stato scaltro ad offrire a Jimmy Butler quello che voleva, si è sbarazzato della zavorra Whiteide, alla Dead-Line si è portato a casa due veterani di lusso come Iguodala e Crowder senza smenarci molto, la fiducia in coach Spoeltra sta dando i suoi frutti e i giovani stanno crescendo bene a partire da Bam Adebayo in lotta per il M.I.P. Temevamo di aver pero gli Heat ai vertici ma il buon Pat ha lavorator come sempre in maniera scaltra e quest'anno Miami è stata una rivelazione, chissà in futuro.

2) Il Futuro della Lega è in buone mani
Si, magari non c'è IL personaggio mediatico da mille riflettori che era ed è tutt'oggi LeBron James (Zion è sulla buona strada se non si infortunerà) però i giovani fanno impressione, quelli al 2°/3° anno stanno già ai vertici della Lega (Doncic, Tatum) e i "veterani" come Curry, Lillard, Harden, Leonard, Davis, Wetsbrook, Durant sono ancora nel loro prime. LeBron permettendo.

1) La morte del mito degli Spurs
Game Over. C'è anche una data esatta che segna la morte della cultura Spurs che tutti sanno e non è la Gara1 delle finali Western Conference 2017, più che morte il termine corretto sarebbe SUICIDIO. Coach Popovich sempre al timone ma ormai non ha più un pretoriano che impersonifichi e trasmetta la cultura Spurs, non ha una stella, ha un gruppo di buoni giocatori che fanno quello che possono nei loro limiti e sembra aver perso ormai il fuoco dentro.
Per Popovich le Olimpiadi di Tokyo nel 2021 sono il vero obiettivo (CLICCA QUI per leggere) e stimolo dopo la figuraccia dell'anno scorso ai Mondiali non solo per il risultato (7° posto) e per il gioco, ma soprattutto per come tanti e troppi giocatori lo abbiano snobbato con le rinunce. Dopo le Olimpiadi lo vedremo ancora sulla panchina Spurs?


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