Eurolega Best Moment 2022: Micic porta l'Efes nella storia

La tripla pazzesca sulla sirena contro l'Olympiacos consente ai turchi di giocarsi la finale che porterà Ataman nella leggenda.

Scritto da Stefan Mancuso Nekic  | 

La tripla pazzesca sulla sirena contro l'Olympiacos consente ai turchi di giocarsi la finale che porterà Ataman nella leggenda.

EUROLEGA BEST MOMENT 2022

Vincere è difficile, ripetersi lo è ancora di più. Può sembrare uno degli slogan semplicistici creati solo a sfondo filosofico, ma il cammino dell’Anadolu Efes verso il titolo di campioni Back To Back dell’Eurolega ci dimostra quanto dietro questa affermazione ci sia una base di verità. La squadra di Ataman, infatti, inizia la sua difesa del titolo con quattro sconfitte. Questa falsa partenza costa caro all’ Efes che a fine stagione si ritroverà sesta senza il fattore campo per il turno di playoff contro l’Olimpia Milano. È proprio nelle proprie difficoltà che, però, la squadra turca trova la sua forza, infatti, gli uomini di Ataman non smettono mai di credere nelle proprie capacità nonostante i risultati tardino ad arrivare.

Vasilije Micic è il cuore pulsante del progetto e i 18 punti di media in regular season gli valgono il titolo di miglior realizzatore della stagione regolare, Shane Larkin è il secondo violino ideale per creare un duo dinamico basato sulla velocità e sulla creatività dal palleggio, Moerman è il 4 versatile moderno che serve ad Ataman per allargare il campo, Pleiss è il centro titolare che si rivelerà l’uomo decisivo per il destino dei suoi. Non vanno dimenticati, inoltre, l’intramontabile Krunoslav Simon, all’ultima stagione nel basket che conta, l’ancora difensiva Bryant Dunston e il terzo violino, il francese Rodrigue Beaubois.

Il cammino

Nel turno di playoff i turchi, dopo aver conquistato il fattore campo vincendo gara 1 a Milano contro l’Olimpia, staccano il pass per le Final Four vincendo gara 3 e 4 in casa. È a Belgrado che, però, verrà scritta la pagina più bella della stagione dei bianco blu. In semifinale affrontano l’Olympiakos di Dorsey e del centrone francese Moustapha Fall la cui fisicità crea non pochi grattacapi ai turchi in avvio del match. La partita è equilibrata da una parte si palesano l’esperienza di Sloukas e le qualità di mettersi in ritmo dalla panchina di McKissic, dall’altra brilla il talento di Shane Larkin e il coraggio di un ispirato Elijah Bryant. La partita arriva all’ ultima azione in completa parità. Micic, che fino ad allora si era concentrato più sulla regia che sulla realizzazione, riceve un blocco da Moerman e si trova in miss match con Vezenkhov, manca un secondo e Vasilije spara la tripla della vittoria in faccia al lungo bulgaro che nulla può se non contestare il tiro per poi girarsi per vedere se ha fatto abbastanza per evitare la sconfitta ai greci. La palla, però, entra il n.22 indietreggia e per festeggiare si sdraia sul pavimento di una Stark Arena in pieno delirio, ha deciso la semifinale di Eurolega con un Buzzer Beater che entra nella storia.

Per vincere, però, bisogna completare il lavoro battendo il Real Madrid di Tavares, Deck, Yabusele e dei veterani Llull e Fernandez. Anche in questo caso è il centro degli avversari, in questo caso Tavares, a creare problemi difensivi all’ Efes, quindi, Ataman si trova a dover sacrificare la difesa sul perimetro per cercare di contenere la fisicità degli avversari. Il Real sbaglia l’impossibile da dietro l’arco dando ragione al coach turco, mentre in attacco, dopo aver deciso la semifinale, Micic usa tutta la sua tecnica e velocità di esecuzione per mettere a referto 23 punti per guidare i suoi.

Gli eroi nel crunch time, però, si rivelano Pleiss e Singleton. L’americano garantisce due rimbalzi offensivi fondamentali, uno dei quali precede la penetrazione di Micic sul quale errore Pleiss, autore di una partita eroica da 19 punti, batte sul tempo Yabusele e segna il tap in che deciderà, insieme ad una tattica finale rivedibile da parte di Laso, la partita.

L’Efes si laurea, quindi, per la seconda volta in due anni campione d’Europa ripetendo ciò che nell’era ULEB era riuscito solo al Maccabi (2004-2005) e all’ Olympiakos (2012-2013). Micic, invece, riesce ad entrare in un club esclusivo diventando uno dei 5 giocatori ad aver vinto almeno 2 titoli MVP nella storia delle Final Four della massima competizione europea raggiungendo Bodiroga e Diamantidis a quota 2 e avvicinando i due mostri sacri della pallacanestro europea Toni Kukoc e Vasilis Spanoulis che in bacheca di MVP delle Final Four ne hanno 3.


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