NFL Tuesday 19: commento alla Week #16

Kansas City si prede ufficialmente il seed #1, Rodgers incanta nella neve e i Browns sprecano l'occasione della vita mentre Pittsburgh rimonta e va ai Playoffs.

Scritto da Fabio Gabrielli  | 

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Kansas City si prede ufficialmente il seed  #1, Rodgers incanta nella neve e i Browns sprecano l'occasione della vita mentre Pittsburgh rimonta e va ai Playoffs.

La fine di un'era e l'inizio (continuo, per essere più corretti) di un'altra contraddistinguono la penultima giornata di Regular Season per i team in AFC. I Patriots vengono bastonati a Buffalo con un 38-9 che non ammette giustificazioni e che chiude la peggiore stagione per il team di Bill Belichick degli ultimi due decenni. In venti anni è la prima volta che New England subisce due sconfitte da una rivale divisionale in singola stagione e questo è il segnale indica un passaggio di consegne importante nelle mani di Allen&Co.

Buffalo si prende per il momento il seed #2 dietro a Kansas City che, con l'ennesima W di misura di questa stagione (contro i soliti inconcludenti Falcons), blinda il seed #1 con tanto di bye week alla prima di playoff e vantaggio del fattore campo per tutta la post season. Questa volta volta Atlanta si affida al suo kicker coreano Koo (molto celebrato in settimana, fra l'altro) per infrangere i cuori dei propri tifosi: Koo sbaglia dalle 39 yards e sancisce il 17-14 con cui dei quasi annoiati Chiefs portano a casa il bottino pieno. 

Dietro le due citate ci sono gli Steelers. Pittsburgh sopravvive all'ennesima giornata assente del proprio running game e ad uno svantaggio di 24-7 per ribaltare i Colts in casa. La truppa di coach Tomlin cavalca la giornata eroica del proprio QB che, come spesso negli ultimi quindici anni, toglie le castagne dal fuoco ai gialloneri. Ben Roethlisberger lancia quasi 50 volte senza incorrere in intercetti e firmando i tre touchdown consecutivi che regalano a Pittsburgh la AFC North e la possibilità, forse, di poter far riposare qualcuno nell'ultima di campionato a Cleveland.

Proprio i Browns, già consapevoli del risultato dei gialloneri (la cui partita è finita diversi minuti prima) sprecano il drive del possibile pareggio (e susseguente overtime) in casa dei Jets (Baker Mayfield subisce uno stupido fumble in un quarto down decisivo) e devono rimandare l'appuntamento con la certezza playoff all'ultima giornata. A parziale scusante dei Browns il fatto di aver perso tutti i ricevitori il giorno prima della partita (Covid-19) con conseguente stravolgimento del piano partita. Nell'infuocata lotta per le ultime wild-card sono ancora impegnati, oltre a Colts e Browns, anche i Dolphins (con la miracolosa W in casa dei Raiders), i Titans (piallati in quel di Green Bay) e i Ravens (W casalinga senza problemi contro i Giants)

Proprio i Titans sono stati vittima sacrificale dell'ennesima mostruosa giornata di Aaron Rodgers: in un'atmosfera quasi onirica per la presenza di così tanta neve sul terreno di gioco a fare da contraltare all'assenza delle folle rumorose che di solito affollano il Lambeau Field, il #12 gialloverde blinda il premio di MVP stagionale con una partita chirurgica (21 su 25 con 4 touchdown e un raro intercetto) e con la collaborazione del fido Davante Adams in ricezione rispedisce al mittente Tennessee cui non basta la buona prova del RB Derrick Henry. I Packers continuano così a tener il seed #1 in NFC, fondamentale per i noti vantaggi, che però dovranno difendere anche nell'ultima giornata. Seattle approfitta infatti dell'ennesima giornata storta dei Rams di questo periodo per salire ad un 11-4 di record (una partita dietro ai gialloverdi). 

A completare la giornataccia di Los Angeles arriva anche l'infortunio a Jared Goff che si fa male ad una mano e rischia di saltare l'ultima decisiva partita contro i Cardinals: una delle due potrebbe perdere l'accesso ai playoff con una L. Chi ne potrebbe approfittare sono i Bears: nel totale silenzio generale, Chicago ha infilato la terza W di fila (contro i Jaguars) e con una W contro i Packers potrebbero entrare ai playoff in una stagione in cui, ad un certo punto, l'argomento più dibattuto a Windy City era una sfida fra "quando mandiamo via coach Nagy" e "quanto fa schifo Mitch Trubisky e perchè non abbiamo scelto Mahomes quella volta?". 

 

 


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