Kyrie Irving ed il ritratto dell'ipocrisia Made In NBA (e USA)

La stella dei Nets è finita, ancora una volta, al centro delle polemiche per questioni extra-campo con la Lega inerme.

Scritto da FMB  | 
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La stella dei Nets è finita, ancora una volta, al centro delle polemiche per questioni extra-campo con la Lega inerme.

E ci risiamo un'altra volta con Kyrie Irving

Non serve una prefazione o un'introduzione, la storia la sapete tutti: lo scorso giovedì Kyrie aveva pubblicato un tweet che si collegava alla pagina Amazon del film "Hebrews to Negroes" di Ronald Dalton jr. ispirato al libro del 2015 che contiene all'interno diversi esempi di antisemitismo. Irving aveva confermato sabato di aver visto il film e aveva detto di averlo trovato perché "il mio nome si traduce in lingua ebraica come Yahweh" e aveva cercato Yahweh su Amazon. 

Inevitabilmente è arrivata la reazione sociale a partire dal proprietario dei Brooklyn Nets Joe Tsai seguito: dall'NBA, dalla NBPA (Associazione giocatori), dalla Nike, dai Nets stessi, dalla comunità ebraica di Brooklyn e anche dai vari opinionisti come Shaquille O'Neal e Charles Barkley. Tutti a condannare il gesto di Irving arrivando anche, come nel caso di Shaq & Barkley, a dargli pubblicamente dell'idiota. Ma concretamente nessuno ha fatto nulla. 

Irving ed il suo metaverso

Prendersela con Kyrie Irving ed insultarlo è SBAGLIATO. Dovreste averlo capito tutti, vive nel suo metaverso inconscio della realtà e gli va bene che gioca nell'unica Lega professionistica americana comandata dai giocatori. Io gli credo quando dice che ha visto il film solo perché cercava il suo nome in ebraico su Amazon e sono sicuro che quando ha pubblicato il tweet lo ha fatto genuinamente, magari a scopo informativo, senza pensare neanche a cosa avrebbe innescato. 

Solo questo tweet scritto da Kyrie Irving riassume perfettamente chi è Kyrie Irving

 

I problemi però sono 2 quando c'è l'ex Cavs di mezzo, l'uno la conseguenza dell'altro:
1) Nessuno gli ha detto "Cancella e chiedi scusa" e di conseguenza si è esposto alla gogna mediatica
2) L'aspetto irritante di Irving non è in quello che fa, scrive o dice, in fondo gli Stati Uniti d'America sono il paese della libertà e della democrazia (😑), ma è l'atteggiamento di quello che “io ne so più di voi” e te lo fa capire con arroganza e quel senso di accerchiamento che poi lo mette sull'offensiva rendendolo ostile. 

Sommate i due punti ed ecco "il caso dell'Irving antisemita" con l'NBA che, ancora una volta, mostra tutta sua inettitudine ed impotenza a gestire le situazioni che coinvolgono le stelle. Facendo, ancora una volta, una brutta figura.

Il caso Meyers Leonard

Ve lo ricordate Meyers Leonard.? Centro bianco visto a Portland e Miami, un buon role player dalla panchina. Leonard, nel marzo del 2021, durante una partita online a Call of Duty: Warzone trasmessa su Twitch si è lasciato andare a spiacevoli espressioni antisemite. Ha fatto la frittata, subito messo in croce dall'opinione pubblica e neanche le scuse riuscirono a salvarlo dalla gogna: Leonard è stato letteralmente fatto fuori dalla Lega 🙃.

Adesso vorrei capire una cosa: perché Leonard, multato $50k e sospeso una settimana dagli Heat, è stato buttato fuori dall'NBA mentre Irving, davanti all'evidenza dei fatti con tanto di reazione permalosa/arrogante in conferenza stampa (video sotto) gioca regolarmente senza nessuna sanzione?

A New York è presente un'importante comunità ebraica e in occasione del match tra Brooklyn-Indiana alcuni membri si sono seduti in prima fila vestendo una T-Shit che recitava “Fight Antisemitism” palesemente per stuzzicare l'ex Boston.
Risultato, stando alla testimonianze dei presenti al Barclays Center: dopo un time-out Irving ha salutato questo gruppo di ragazzi dicendo che apprezzava il gesto: "It’s nice to see you guys here”.

È tutto Kyrie, perché è fatto così, vive nel suo mondo dove tutti sono liberi e vivono la loro vita. L'ha detto lui che segue l'onnismo.

Made in USA

Lo stesso Charles Barkley, a modo suo,  si è espresso stizzito dichiarando: 

Penso che la NBA abbia sbagliato, avrebbe dovuto sospendere Irving. Credo che Adam Silver avrebbe dovuto sospenderlo. Prima di tutto, Adam è ebreo. Non puoi intascarti i miei 40 milioni di dollari e insultare la mia religione. Non puoi insultarmi. Ne hai il diritto, ma anche io ho il diritto di dire: “No, non guadagnerai i miei 40 milioni di dollari mentre insulti la mia religione”. Hanno commesso un errore. Abbiamo sospeso dei giocatori o li abbiamo multati per insulti omofobi, quella è stata la cosa giusta da fare.

Barkley ha ragione su tutta la linea, però dovrebbe aver capito che l'NBA è lo specchio del suo paese: gli Stati Uniti d'America, la più grande falsa democrazia esistente. Quelli che “predicano bene in nome del giusto, dell'immagine, ma razzolano come, quando vogliono ed in base a quello che in quel momento è meglio per pararsi il culo”.

L'NBA non è da meno: fa comodo mettere in croce un disperato Sig.Nessuno come Leonard per far vedere che si ha polso e si è rigidi contro chi vìola il codice etico e non rispetta il prossimo, poi però quando la stella mondiale da $40 milioni fa la stessa cosa…eh, dai la si condanna con dei comunicati riciclati e si gira la testa dall'altra parte perché conviene non averla contro. Perché se squalifichi Irving questo, con la testa che ha su, ti alza un polverone mediatico che non vuoi affrontare perché andrebbe a ledere l'immagine planetaria di LEGA PERFETTA

L'NBA non arriverà mai a fare come l'NFL, che nel 2016 applicò la politica del “Punirne uno per educarli tutti” e sapete a chi mi sto riferendo, però è evidente che oggi è una Lega senza polso in mano ad un Commissioner privo di autorità (perché l'ha messa in mano ai giocatori).

Questo caso Irving è l'ennesima conferma.



 

 

 


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