Virtus Bologna, trionfo bianconero....e anche azzurro!!

Nella perfetta cavalcata dei playoff della Virtus Bologna grande merito va dato al nucleo azzurro, che ha sempre fatto la differenza, soprattutto nella finale contro Milano.

Scritto da Giacomo Albazzi  | 
Silvia Fassi / Ciamillo-Castoria

Nella perfetta cavalcata dei playoff della Virtus Bologna grande merito va dato al nucleo azzurro, che ha sempre fatto la differenza, soprattutto nella finale contro Milano.

Senza dubbio il nucleo azzurro della Virtus Bologna è stato un fattore nella conquista del 16° scudetto della storia bianconera: un mix perfetto di veterani, giocatori affermati e giovani promesse in ascesa. Oggi andiamo proprio a parlare degli italiani di coach Djordjevic.

Matricole bianconere 

L'estate scorsa la dirigenza bianconera aveva deciso di puntare su un buon nucleo azzurro, dato per scontato che le star le aveva già in roster, così arrivarono lo acquisizioni di Awudu Abass (e non con poche aspettative), Amar Alibegovic e di Amedeo Tessitori.
Il primo arrivava da un'ottima stagione con la casacca di Brescia, dove era assoluto protagonista e dove poteva giocare con un minutaggio molto alto.
Quest'anno invece i minuti sono scesi e Abass è passato ad essere un giocatore da 17.5 minuti spesso in uscita dalla panchina e ha dovuto affrontare la sua difficoltà nel trovare ritmo in pochi minuti e soprattutto un ruolo nella squadra di Djordjevic.
Nonostante tutte le difficoltà del caso, Abass è migliorato tutto l'anno e a fine stagione è riuscito a dare una grande mano alla causa virtussina, ma le sue potenzialità sono ben altre e nei prossimi anni le dimostrerà appieno.
Alibegovic venne soffiato a Milano e il suo arrivo fu inaugurato da ottime prestazione in coppa, dove a tratti pareva dominare sotto canestro.
Poi anche per lui i minuti durante il corso della stagione diminuirono e il suo apporto mano a mano calò, ma verso il finire di stagione è tornato a portare tanta fisicità sotto canestro, e spesso è stato proprio questo fattore a permettere alla Virtus di vincere.
Per quanto riguarda Tessitori l'apporto è stato abbastanza costante con un picco verso metà stagione (soprattutto quando Gamble e Hunter non erano particolarmente in forma), mentre il finale di stagione ha dovuto guardare i compagni a causa di un infortunio.

La coppia storica

I due azzurri che hanno contribuito maggiormente alla vittoria del campionato sono stati Giampaolo Ricci e Alessandro Pajola, ormai fedelissime pedine di coach Djordjevic.
Ricci ha appena concluso la migliore stagione della sua carriera, ha disputato dei playoff praticamente perfetti e si è sempre comportato da ve capitano, anche dopo la dolorosissima sconfitta contro Kazan.
Pajola, premiato come miglior under 22 del campionato, ha sempre combattuto con anima e cuore ed è stato e sarà il volto della difesa della Virtus, poco a poco anche dell'attacco dove quest'anno ha avuto notevoli miglioramenti, oltre che nelle scelte da vero regista, al tiro, dove è passato da avere un 33,3% ad avere un 43% da oltre l'arco.

L'Asso nella manica

A metà stagione è arrivato anche il jolly, nonché top player, Marco Belinelli, di ritorno dalla Nba.
Dopo qualche settimana passata ad allenarsi e a riprendersi fisicamente, il nativo di San Giovanni in Persiceto è diventato uno dei migliori scorer della squadra e, nonostante le lacune difensive, il suo apporto offensivo è stato sempre straordinario e insieme a Milos Teodosic ha trainato i bianconeri fino allo scudetto.
Nel momento del bisogno quando la squadra non girava e la palla ristagnava, anche se di rado nelle ultime uscite, Belinelli prendeva e sparava e di norma il risultato era sempre dentro la retina.
Alla fine dopo 16 anni il talento italiano torna a cucirsi sul petto il tricolore, e la speranza è quello di vederlo ad alti livelli ancora per tanto tempo...


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