Nuggets, soliti vecchi problemi

Thunder-Nuggets 84-96

I Denver Nuggets avevano tutte le carte in regola per iniziare la stagione con una vittoria, ma dopo un primo tempo convincente si sono arresi agli Oklahoma City Thunder, crollando nella seconda metà della partita. Una sconfitta che lascia l'amaro in bocca e riporta a galla alcuni dei problemi già emersi durante i playoff della scorsa stagione. 

Denver era arrivata all'intervallo con quattro punti di vantaggio, dopo aver disputato 24 minuti solidi su entrambi i lati del campo. La panchina aveva risposto presente, la difesa sembrava funzionare e la squadra aveva mostrato diversi segnali incoraggianti, lasciando intravedere il potenziale del gruppo rinnovato a disposizione dello staff tecnico. Dopo l'intervallo, però, la partita ha preso una piega completamente diversa. I Nuggets hanno segnato appena 16 punti nel terzo quarto e 15 nel quarto, prima di svuotare la panchina nel finale, mentre Oklahoma City ha messo a referto 52 punti nella ripresa. Un crollo offensivo e difensivo che ha compromesso ogni possibilità di portare a casa il successo.

A rendere ancora più evidente la reazione dei Thunder è stata la prestazione di Shai Gilgeous-Alexander (17 punti). La superstar di Oklahoma City non aveva segnato nemmeno un canestro dal campo nel primo tempo, ma era difficile immaginare che sarebbe rimasta a lungo ai margini della partita. La sua capacità di trovare soluzioni e innescare l'attacco dei campioni ha contribuito a cambiare l'inerzia della gara, anche se questo non basta a giustificare il modo in cui Denver ha perso il controllo del match.

Tra le attenuanti c'è l'assenza di Cameron Johnson nella seconda metà della partita, dovuta a un infortunio. L'ala titolare è un elemento importante per gli equilibri dei Nuggets, ma il suo forfait non può spiegare da solo una prestazione così negativa. Denver ha chiuso con ben 22 palle perse, contro le 12 degli avversari, tirando con appena il 38% dal campo, il 27% da tre punti e il 64% dalla lunetta.

Numeri che raccontano una serata complicata, segnata da errori evitabili e da una progressiva perdita di lucidità. La difesa dei Thunder merita certamente credito per la pressione esercitata e per la capacità di mettere in difficoltà Denver, ma i Nuggets hanno contribuito in maniera determinante alla propria sconfitta, smarrendo fluidità offensiva e solidità proprio quando la partita richiedeva maggiore precisione.

Dopo l'eliminazione al primo turno, ci si aspettava una squadra capace di imparare dai propri errori e di gestire meglio i momenti decisivi. Contro Oklahoma City, invece, i Nuggets hanno nuovamente mostrato quanto possano faticare quando gli avversari aumentano la pressione e riescono a prendere il controllo della partita. Una volta persa l'inerzia, Denver non è più riuscita a reagire, dando l'impressione di non avere le risorse necessarie per rimettersi in carreggiata.


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