Milwaukee Bucks 2021/22, la caduta degli dei

Una sconfitta che fa male ai Bucks, che hanno individuato il proprio punto debole sul quale lavorare in estate.

Scritto da Valentino Aggio  | 
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Una sconfitta che fa male ai Bucks, che hanno individuato il proprio punto debole sul quale lavorare in estate.

Eliminazione cocente quella dei campioni NBA in carica Milwaukee Bucks, che hanno perso male al TD Garden contro i Boston Celtics in Gara7 delle semifinali Eastern Conference. Coach Budenholzer e i suoi sono arrivati senza energie all'ultimo atto di una serie bellissima, nella quale alla fine hanno trionfato i ragazzi del Massachussetts. Andiamo insieme che cosa ha portato alla debacle e cosa aspetta il GM Jon Horst quest'estate. 

Fuori a testa alta 

Lo sappiamo tutti, la parte più difficile nello sport è riconfermarsi. Milwaukee, dopo aver vinto l'anello nel 2021 grazie anche ad infortuni altrui, ha avuto fin dall'inizio della stagione 2021/22 degli avversari davvero tosti. La Esatern Conference ha raggiunto l'apice del proprio livello, diventando così di gran lunga la metà più difficile del tabellone.  Si devono aggiungere poi i vari infortuni: Brook Lopez ha perso ben 69 partite di stagione regolare a causa dell'intervento alla schiena, mentre sappiamo benissimo dell'infortunio di Khris Middleton che non gli ha permesso di giocare al secondo turno. 

Senza un All-Star diventa difficile per ogni squadra vincere una serie di playoff, specie se si va contro una squadra corale e ben organizzata come quella allenata da coach Udoka. Infatti, i Bucks senza il proprio #22 hanno visto le proprie percentuali al tiro calare a picco da ogni posizione del campo. La difesa dei Celtics è stata in generale ottima per buona parte della serie, quindi non ci si può di certo permettersi di tirare a basse percentuali. Per dare un esempio, con Middleton i Bucks tirano col 37% da tre punti, mentre senza di lui solo il 28%: una differenza abissale, specie in partite punto a punto.

Il tallone d'Achille

Specie in Gara7 si è visto il vero punto debole di questi Bucks: la panchina. Il dio greco Giannis Antetokounmpo (25/20/7) ha giocato una serie fuori da ogni limite umano, ma la fatica si è fatta sentire dopo sei partite davvero mozzafiato. Proprio quando al #34 servivano i suoi compagni, i Bucks non gli hanno saputo dare l'apporto giusto dalla panchina: in particolare le guardie non hanno fatto il lavoro che ci si aspettava. Tra Grayson Allen, Wesley Matthews, George Hill e Pat Connaughton sono arrivati solo 6 punti in tutta Gara7. Una performance quasi imbarazzante, visto anche lo 0/12 dall'arco. Una partita così non ci voleva proprio, vista la prestazione surreale di Grant Williams da 27 (career-high con 7 triple, ndr). Quindi, se è vero che senza Middleton era difficile vincere questa serie, i Bucks hanno comunque qualcosa da recriminare.

Situazione Free-Agency

Non resta quindi che concentrarsi sull'estate. Con un Antetokounmpo in squadra i Bucks partono come papabili per il titolo ogni anno. Giannis è ancora giovane ed ha un contratto garantito fino al 2025, quindi da quel punto di vista non ci sono affatto problemi. C'è quindi bisogno di migliorare la panchina. 

I due fari della panchina per Milwaukee sono Bobby Portis e Pat Connaughton: entrambi hanno un'opzione sul proprio contratto. I due potrebbero benissimo rifiutare le opzioni a loro favore per la prossima stagione ed entrare nel mercato dei free-agent, dove sicuramente otterrebbero un contratto più gonfio. Per i diritti Bird, Portis deve firmare un contratto da almeno due anni, senza opzioni. Un'eventuale offerta si aggirerebbe attorno ai 22 milioni in due anni per l'ex Chicago Bulls. Le opzioni per rimpiazzarlo sono poche dal punto di vista salariale, inoltre l'apporto di Portis è ottimo: 14.6 punti con il 39% dall'arco. 

Discorso simile per Connaughton: è un gran tiratore che può portare punti dalla panchina. I Bucks sono una squadra che solitamente tira bene dall'arco, così come Connaughton (39.5% in questa stagione). Il contratto del giocatore ex Trail Blazers dovrebbe essere attorno ai 10 milioni di dollari a stagione, simile al biennale firmato da Grayson Allen quest'inverno (18.7 milioni). Inoltre a Milwaukee serve una point guard dalla panchina in grado di portare punti, più di quello che ha fatto George Hill quest'anno. 

Khris Middleton

Un'altra grana da pelare per Milwaukee è Khris Middleton. Il 30enne è sotto contratto fino al 2023 garantito, con un'opzione per la stagione 2023/24. In estate i Bucks potrebbero decidere di continuare la loro collaborazione con il #22 per altri tre o quattro anni se l'opzione venisse rifiutata. Purtroppo per la franchigia del Wisconsin, l'estensione contrattuale deve essere più alta rispetto all'opzione rifiutata, che è di 40.4 milioni di dollari. 

C'è ovviamente un rischio nel firmare a cifre così alte un giocatore come Middleton. Alla fine del suo contratto sarebbe già verso i 32-33 anni, in più se si firma per ulteriori stagioni si arriverebbe addirittura a 35 anni. Middleton è un giocatore che ha sempre passato molti minuti in campo durante la sua carriera: è attualmente 5° per minuti giocati tra tutti i giocatori in attività. L'età e gli infortuni verranno sicuramente tenuti in considerazione in caso di un eventuale rinnovo di contratto. 


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