NFL, scoppia caso Running back: poco pagati e snobbati

Dopo i casi di Barkley e Jacobs è nato un caso: stipendi bassi e pochi contratti pesanti per un ruolo chiave in NFL

Scritto da Fabio Gabrielli  | 
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Dopo i casi di Barkley e Jacobs è nato un caso: stipendi bassi e pochi contratti pesanti per un ruolo chiave in NFL

Il lungo inverno NFL sta per finire (fra poco più di un mese i primi match di pre-season) e in questi giorni che anticipano l'inizio dei training camp delle varie squadre tiene banco il caso Running Back

Proprio l'altro ieri scadeva il termine entro il quale le franchigie avrebbero potuto trovare un contratto pluriennale con quei giocatori che, "toccati" dal franchise tag, sono vincolati a giocare un ulteriore anno con la loro squadra ad un prezzo stabilito (spostando di un anno il termine del contratto). E fino a qui niente di nuovo se non fosse che il salario prefissato (definito da alcuni parametri quali, ad esempio, i salari medi dei top di ruolo) sia il più basso di tutti i ruoli NFL tolti kicker e punter

Con tutto il rispetto per i due "calciatori" il ruolo di Running Back è storicamente strategico per le sorti di una squadra: poche sono quelle squadre che siano riuscite a trionfare in un Superbowl senza avere un running game decente. E allora perché tutta questa ritrosia a firmare contratti pluriennali ai vari Back in circolazione mentre i QB, WR, OL e vari pasteggiano a ostriche e champagne?

Running-Back, la situazione nello scenario NFL

Una delle spiegazioni è nella natura del ruolo di questi giocatori: usciti dal college con già due o tre stagioni di corse (e botte) e dopo almeno 3-4 anni di carriera NFL (ai costi controllati previsti dai contratti da rookie), i running back hanno un "kilometraggio" avanzato e molte franchigie si guardano bene dal rinnovare per ulteriori anni degli atleti che, con buona probabilità, potrebbero subire infortuni o vedere il rendimento calare. 

L'altro fattore è legato ai vari giovani in uscita dal College: come già accennato sopra il running game è fondamentale in una squadra ma lo stesso ruolo di RB è facilitato anche dal buon gioco della linea offensiva, reparto che, oltre che favorire le corse, deve proteggere il QB. In questo senso c'è sempre una maggiore attenzione a costruire una linea offensiva forte, premiando in termini salariali un ruolo che ha una doppia funzione e che, paradossalmente, può far rendere un running back giovane ben oltre le proprie qualità e ben oltre quanto venga pagato.

Se aggiungiamo anche dei recenti casi di running back che, al secondo contratto, sono poi spariti dai radar (vedasi i vari Ezekiel Elliott o Le'veon Bell), la frittata è fatta.

I casi di Jacobs & Barkley

In una lega con un cap salariale molto rigido, i vari General Manager tendono a risparmiare sui contratti dei running back: così, quest'anno, i vari Saquon Barkley, Tony Pollard e Josh Jacobs non vedranno esaurito il loro desiderio di avere un prolungamento di contratto, giocando, se decideranno di farlo, su una base annuale con tutti i rischi del caso. 

A livello di Lega alcuni colleghi dei sopracitati, Derrick Henry dei Titans e Austin Ekeler dei Chargers, hanno espresso solidarietà ai colleghi sottolineando come sia incredibile che uno dei ruoli  più importanti e storici del gioco sia "trattato" in questo modo a livello di stipendio. 

Si consideri che lo stesso Henry ha uno stipendio medio che, con €14 milioni l'anno, lo mette dietro i primi 30 (TRENTA) offensive lineman della Lega; e se un giocatore come lui guadagna così poco, si capisce perchè ci sia poca speranza per gli altri.

A completare il quadro il fatto che il prossimo anno Henry, Ekeler, Jonathan Taylor (Colts), Barkley e Jacobs saranno free agent lasciando paradossalmente il rookie Bijan Robinson (scelto da Atlanta al primo giro dello scorso draft) come quello con lo stipendio garantito più alto da circa $8 milioni!


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