Evolution Awards Race (7/12/2018)

Primo appuntamento dicembrino dove tutto resta sostanzialmente invariato, anche se dal Canada iniziano ad avvicinarsi. Settimana con pochi sconvolgimenti nelle classifiche del nostro Evolution Awards Race. Il greco dei Bucks comanda ancora nell’MVP, ma da Toronto si sono avvicinati notevolmente, attenzione al terzo incomodo tra i rookie, diventano avvincenti SIXTH MAN e M.I.P.

MVP

1) Giannis Antetokuonmpo (MIL) 40.3: Il ragazzo non sembra voler calare di intensità, cercando di limare l’incostanza, suo ultimo difetto. 2) Kawhi Leonard (TOR) 40.1: Feroce balzo in avanti, statisticamente e non solo, di uno che ha parecchie cose da dimostrare, e ci sta riuscendo molto bene. 3) Kevin Durant (GSW) 38.2: Si pensava che con il ritorno di Curry, Durant avrebbe abbassato quanto meno le sue statistiche, invece non sta proprio accadendo questo, anzi. 4) Joel Embiid (PHI) 35.3: Anche The Process non accenna a prendersi pause, ed i suoi Sixers si dimostrano sempre più importanti contender nella eastern. 5) Nikola Jokic (DEN) 35.2: Rendiamoci conto che sta giocando una pallacanestro fenomenale, vista la stazza, dimostrando sempre una voglia di stare in campo appena sufficiente.

R.O.Y.

1) Deandre Ayton (PHO) 21.3: Non facile giocare in una squadra priva di ambizioni, ed infatti un lieve calo lo abbiamo visto. Comunque sempre uno dei più attivi di questi Suns. 2) Luka Doncic (DAL) 20.6: Giocare con questa serenità, quasi da veterano essendo un giovanissimo rookie per di più europeo non è da tutti. Sta letteralmente conquistando Dallas. 3) Jaren Jackson Jr. (MEM) 20.5: E se tra i due litiganti arrivasse un terzo a godere? Il prodotto degli Spartans continua ad impressionare per costanza e determinazione in campo. 4) Marvin Bagley III (SAC) 16.8: Molto bello da vedere in campo, inizia a far vedere il talento che ha a disposizione, ed in questo momento uno dei migliori dei Kings. 5) Shai Gilgeous-Alexander (LAC) 16.7: Ormai è il PG titolare di una delle migliori squadre della Western, capace di dettare tempi e ritmi in maniera sorprendente per un rookie, piace tantissimo a coach Rivers.

SIXTH MAN

1) Domantas Sabonis (IND) 23.3: In assenza di Oladipo il lituano uscendo dalla panchina, riesce ad essere determinante, non facendo mai scendere l’intensità del gioco. 2) Montrezl Harrell (LAC) 23: Infermabile in campo aperto, aggressivo a rimbalzo, i Clippers raramente vanno sotto con lui in campo. Stagione incredibile. 3) Julius Randle (NOP) 22.4: Il suo unico problema nel poter restare in questa classifica, è determinato dal fatto che sta iniziando a partire in quintetto spesso. Ma anche dalla panchina una doppia doppia a sera certa. 4) Jonas Valanciunas (TOR) 20.8: E’ ufficiale, il ragazzo non ha sentito il passaggio da starter a sesto uomo, anzi, ne ha tratto parecchio giovamento, risultando molto più efficace. 5) Derrick Rose (MIN) 18.5: Anche per lui si può ufficialmente parlare di rinascita utilizzato da sesto uomo. Continua il suo momento magico, sperando che quel fisico regga.

D.P.O.Y.

1) Paul George (OKC): Nel gran bel momento dei Thunder, George ha trovato un suo ruolo ben definito, specialmente in difesa, dove è il leader anche vocale. 2) Mike Conley (MEM): Altro semi reietto che sta giocando la stagione della riabilitazione agli occhi della lega. Ed è tornato ad essere un problema per tutti, per la capacità difensiva. 3) Giannis Antetokounmpo (MIL): No, l’intensità non accenna a calare, nemmeno nella sua metà campo, dove, con quelle infinite braccia, tocca tutti i palloni….quando non li rimanda al mittente. 4) Robert Covington (MIN): Ha trovato una nuova casa, ed una nuova consapevolezza difensiva, fatta di aggressività e voglia. 5) Joel Embiid (PHI): Aiuto, recupero, aggressività, anche in difesa l’impegno del ragazzo non manca mai.

M.I.P.

1) Domantas Sabonis (IND) 22.3: Prosegue la splendida stagione, senza che ci sia un calo di rendimento. 2) Julius Randle (NOP) 21.4: Messo ultimamente in quintetto di fianco a Davis, ha dimostrato maturità ed aggressività fisica, facendosi trovare pronto. Anche per lui nettamente la sua miglior stagione nella lega. 3) Pascal Siakam (TOR) 19.9: Quella che ha tratto maggior giovamento a giocare con un Leonard così determinato. Cresciuto tantissimo offensivamente, questa la vera sorpresa. 4) JaVale McGee (LAK) 19.8: Anche per lui impressiona la capacità di stare in campo tanto, rendendosi utile in tante piccole cose. Ritrovato. 5) Willie Cauley-Stein (SAC) 17.7: Lungo abbastanza atipico, con doti atletico fisiche quasi più da piccolo, ha finalmente trovato la sua maturazione in campo.

C.O.Y.

1) Nick Nurse (TOR): Vedere giocare i Raptors è, fino ad ora, un piacere per gli occhi. Regole precise, squadra ordinata, determinata in attacco ed in difesa. Grossi meriti per il coach rookie che ha le chiavi tattiche dei suoi ragazzi. 2) Doc Rivers (LAC): Ripetiamo, ha una squadra che gli piace, dove tutti sono contenti di essere allenati da uno che spiega basket come pochi altri, ed i risultati si vedono. 3) Michael Malone (DEN): Basterebbe vedere il lavoro che sta facendo con le seconde linee per capire come allena coach Malone. E Denver non è più una sorpresa ma una certezza. 4) Mike Budenholzer (MIL): Anche quando il greco non esalta, il resto del roster sa bene cosa fare. Su alcuni giocatori ha avuto un impatto notevole, motivandoli ad essere decisivi. 5) Billy Donovan (OKC): Momento felice dei Thunder, e non sempre grazie al #0, anzi, molte volte malgrado le sue interpretazioni personali cestistiche. Sta riuscendo dare regole, soprattutto difensive, a questa squadra.

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