NBA 2026, verso la volata finale: chi sono le favorite?
Dopo la pausa All-Star, ecco che riprende la stagione: chi arriverà in fondo? Difficile dirlo, ma ecco le candidate.
Dopo la pausa All-Star, ecco che riprende la stagione: chi arriverà in fondo? Difficile dirlo, ma ecco le candidate.
All-Star Weekend alle spalle e la stagione NBA sta già arrivando verso la propria conclusione. La classifica, così come i valori in campo, rimangono più aperti che mai. La strada verso il Larry O'Brien Trophy è ancora lunga, ma chi saranno le protagoniste dei prossimi mesi?
LA VOLATA FINALE
Contender
Oklahoma City Thunder
Non si può che partire dai campioni in carica. Gli Oklahoma City Thunder hanno attualmente un record di 42-14 e rimangono saldamente al comando della Western Conference, ma con qualche piccola crepa. Infatti, i campioni NBA ripartono per l'ultimo quarto di stagione con un calendario piuttosto difficile, il secondo della Lega per essere precisi, ed in una Western Conference dai mille dubbi non si può mai sapere. L'obiettivo deve essere chiaro: rimanere il #1 e sperare che dai play-in non arrivino troppe sorprese per arrivare al meglio alle partite più importanti della stagione.
Detroit Pistons
Oltre le quaranta vittorie, oltre ai Thunder, ci sono anche i Detroit Pistons. Una crescita stabile dopo anni di buio totale per la franchigia del Michigan che li ha portati a sognare legittimamente in grande. Cade Cunningham ha numeri che non hanno nulla da invidiare ad un potenziale MVP, ma sotto c'è tanta sostanza. Anche in difesa, dove il controverso Isaiah Stewart sta facendo il bello ed il cattivo tempo: per la canotta che indossa, i paragoni con Ben Wallace in quanto ad impatto difensivo si sprecano. Dal 2003/04 sono passati più di vent'anni ma la filosofia sembra essere rimasta la stessa: nessuna stella conclamata a livello assoluto (o non ancora, come nel caso di Cunningham), ma un gruppo stoico e compatto che potrà dare diverse difficoltà ad Est.
San Antonio Spurs
Benvenuti nel magico mondo di Victor Wembanyama. Con lui i San Antonio Spurs sono tornati ad essere quella squadra che sotto la guida di Gregg Popovich aveva fatto la storia tra la fine degli anni Novanta e metà degli anni Dieci. “Coach Pop”, però, non c'è più: sul web girano video delle sue condizioni fisiche tutt'altro che rassicuranti, ma i “suoi” Spurs hanno ritrovato linfa vitale grazie al lungo francese. Trovare un giocatore di due metri e venti che si muova come una guardia non è facile, ma è la nuova frontiera della pallacanestro. L'unico dubbio riguardava la tenuta fisica del #1, ma con 40 partite giocate su 54 questo sembra essere rientrato per il momento. Il record recita 38-16 e, prima della pausa, erano sei le vittorie consecutive di San Antonio. La squadra pecca di esperienza ad alto livello, così come i Thunder giusto un paio d'anni fa. Ma con un giocatore generazionale come Wembanyama, tutto è possibile.
Boston Celtics
I Celtics sono ancora lì e ad East sono la squadra che ha la maggior esperienza quando si giocherà in post-season. Jaylen Brown ha dimostrato di poter sostenere il peso della superstar, White-Pritchard sono garanzia e adesso c'è anche un Vucevic in più sotto i tabelloni con coach Mazzulla che sta confermano il suo valore. Boston è la proverbiale “ultima squadra che vuoi affrontare” ai playoffs. E se tornasse Tatum…
In the Hunt
New York Knicks
Il Madison Square Garden è tornato a festeggiare una vittoria, come non succedeva da tempo immemore. Sono i nuovi New York Knicks, da anni alle luci della ribalta ma sempre senza quel quid in più per lottare davvero. Che la vittoria della NBA Cup abbia risvegliato qualcosa nella Grande Mela? Presto per dirlo, ma i segnali ci sono tutti. Potrebbero essere troppo Jalen Brunson-centrici? Può darsi, ma finché paga è meglio continuare così. L'ex Dallas Mavericks continua a fare faville, ma c'è il pallino della post-season da affrontare. Al momento, si parla di una corsa a tre con i Boston Celtics ed i Cleveland Cavaliers per il #2 seed, dato che i Pistons sembrano essere al sicuro. Mettersi nella miglior posizione possibile è fondamentale all'inizio dei playoff.
Denver Nuggets
Finché Jokic (sano) nessuno può stare sereno ad Ovest ma Denver sta vivendo una stagione complicata. I Nuggets non sono l'unica squadra ad aver dovuto affrontare problemi di infortuni dilaganti in questa stagione (Jokic, Gordon, Watson, Johnson). Sarebbe riduttivo affermare il contrario. Tuttavia, è senza dubbio il motivo principale per cui non hanno un record migliore in questo momento, con un roster che è probabilmente il migliore e il più profondo dell'era Jokić. Questa squadra era 12-3 quando tutti erano disponibili. Questa versione dei Nuggets deve ancora dimostrare solidità difensiva con la partita in bilico (il che è legato sia agli infortuni che hanno compromesso l'affiatamento della squadra, sia al fatto che Jokić e Murray sono un punto debole in quella parte del campo).
A meno che i Nuggets non dimostrino più grinta in difesa nei prossimi mesi, la migliore squadra dell'era Jokić fino ad oggi potrebbe ritrovarsi a brancolare nel buio nei playoff.
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