NBA Finals 2026, i temi dopo le prime due gare con NY avanti 2-0
Contro ogni previsione i Knicks hanno sbancato San Antonio nelle prime due gare della serie confermando il momento magico
Cosa può fare San Antonio per ribaltare la serie?
C'è da aspettarsi che coach Johnson ricorra ancora di più a Dylan Harper in Gara 3. Il giovane fuoriclasse è stato ancora una volta uno dei migliori giocatori degli Spurs in Gara 2, segnando 15 punti dalla panchina e realizzando numerose giocate decisive nel finale. Ha giocato 32 minuti, il suo secondo miglior risultato in questa fase dei playoff. (Il suo record è stato di 47 minuti in Gara 1 delle finali di conference, quando gli Spurs dovevano fare a meno di Fox e sono arrivati al doppio overtime).
A partire dall'inizio delle finali di conference, gli Spurs hanno subito 52 punti in più in 92 minuti con Luke Kornet in campo, inclusi sette punti in 10 minuti in Gara 1 delle finali e altri sette punti in otto minuti in Gara 2. San Antonio ha vinto le uniche due partite in quel periodo in cui Kornet ha avuto un plus-minus positivo (Gare 6 e 7 contro gli Oklahoma City Thunder). Kornet non è un cattivo centro di riserva, ma è un enorme passo indietro rispetto al terzo classificato nell'MVP, quindi i Knicks ne approfittano quando Wembanyama lascia il campo.
Non c'è però una soluzione facile a questo problema. Wembanyama è già praticamente al limite del suo tempo di gioco, dopo aver mostrato segni di affaticamento per lunghi tratti durante i suoi 38 minuti in campo in Gara 1 e i 40 minuti in Gara 2. E Johnson non ha una formazione “small-ball” a cui ricorrere al posto di Kornet: le riserve Harrison Barnes e Carter Bryant hanno giocato complessivamente otto minuti senza segnare in Gara 2, e Mitchell Robinson farebbe a pezzi le formazioni “small-ball” a rimbalzo offensivo.