Milano non reagisce e anche il tragico Maccabi la batte
A Belgrado l'Olimpia gioca un'altra partita insufficiente per atteggiamento e gioco: gli israeliani ringraziano per il 1° successo stagionale

A Belgrado l'Olimpia gioca un'altra partita insufficiente per atteggiamento e gioco: gli israeliani ringraziano per il 1° successo stagionale.
EUROLEGA (Round #4)
Maccabi Tel Aviv - Olimpia Milano 97-79
La partita del Pionir di Belgrado tradisce le aspettative di coach Peppe Poeta che non riesce a ritrovare né l'entusiasmo tra i suoi giocatori né la vittoria in Eurolega proprio nel palazzetto dove aveva fatto il suo vincente esordio da allenatore. La prestazione dei giocatori dell'Armani è impersonale e triste, anche visto il periodo di grande difficoltà da cui arriva il Maccabi, e non c'è quasi nessuno che si salva, neanche Moses Wright, top scorer milanese con 23 punti. In particolare, inizia a deludere i propri tifosi Alec Peters, anche oggi troppo morbido in difesa e abbastanza inutile in attacco perché non utilizzato nel modo corretto. L'unica nota positiva, se ce n'è una, è Garrison Mathews che, grazie a un buon terzo quarto, mostra di essere in crescita rispetto alle ultime settimane. La squadra israeliana, invece, trova la prima vittoria in Eurolega e può tirare un sospiro di sollievo, anche viste la buona prestazione di squadra e le buone intese tra i giocatori nella metà campo offensiva. In particolare, spiccano Yam Madar (17 punti) e Jaylen Hoard (13 punti)
L'inizio della partita è lento e poco intenso e sembra che le squadre ne vogliano approfittare per studiare l'avversario. In particolare, il Maccabi prova alcune combinazioni offensive e dimostra di avere un gioco offensivo più sviluppato di quello milanese, che ancora non riesce a correre in attacco. Un'altra differenza si nota in difesa: i giocatori di coach Oded Kattash, grazie a un atteggiamento più aggressivo, inseguono sempre sui blocchi, a differenza di quelli di Peppe Poeta che continuano a cambiare. Negli ultimi tre minuti di primo quarto, però, la difesa dell'Armani diventa più efficace grazie a Leandro Bolmaro, RJ Cole e Jason Burnell e questo dà uno slancio anche all'attacco. L'Olimpia, dopo aver subito un parziale di 12-0 (17-7 a 3:45'), scaccia i fantasmi di Vitoria e il quarto si conclude quindi 24-20.
L'inizio del secondo periodo è un film già visto: Milano mostra di nuovo la sua mancanza di continuità e butta via gli ultimi buoni minuti del quarto precedente ritrovandosi sul 33-23 a 7:49'. Coach Poeta cerca e trova una reazione nel suo quintetto titolare (37-33 a 4:30') ma il contro-parziale israeliano è immediato e la differenza tra le due squadre torna a essere di circa 10 punti. Infine, come nel primo quarto, il gioco milanese si accende negli ultimi minuti e l'Armani riapre la partita e riesce a concludere il primo tempo sul punteggio di 51-45.
La gara riprende senza molta intensità e rimane equilibrata per quasi tutto il quarto: nessuna delle due formazioni riesce a imporsi sull'altra e non sono state presenti prestazioni individuali notevoli. A fine quarto, un paio di azioni offensive negative dell'Olimpia e una scellerata palla persa condannano l'Olimpia a iniziare il quarto periodo sotto di 12 punti (74-62). L'unico aspetto positivo per Poeta è Garrison Mathews, il suo giocatore che ha mostrato più agonismo e autore di due palle recuperate in difesa (fallo subito e palla rubata) e di 6 punti in attacco.
Nell'ultimo quarto l'Armani si arrende completamente e la partita si conclude con quasi 10 minuti di garbage time. La squadra di Tel Aviv ne approfitta e fa sua la partita segnando punti importanti per la differenza canestri e per un eventuale parimerito in classifica.