Milano KO col Maccabi (Round #4), il commento a freddo del giorno dopo
L'Olimpia incassa la seconda sconfitta consecutiva in Eurolega (terza compresa il campionato) ed è già "Panic Time"
L'Olimpia incassa la seconda sconfitta consecutiva in Eurolega (terza compresa il campionato) ed è già "Panic Time"
Dove sono gli affamati?
Al Media Day pre-stagionale coach Peppe Poeta aveva parlato di volere una squadra “affamata”, ma questa fame dove è? Chi ce l'ha? Perché è vero che siamo ad inizio stagione, è vero che questa Olimpia è una squadra nuova che deve trovare la giusta quadratura, è vero che le stagioni non si decidono ad ottobre ma in casa Armani l'ansia ha già conquistato terreno.
Non esiste perdere a Vitoria contro un Baskonia rotto dentro, non esiste perdere a Verona e non esiste perdere a Belgrado contro uno dei peggiori Maccabi Tel Aviv degli ultimi anni. Chiunque affronti Milano sforna una grande prestazione offensiva e difensiva questo perché Milano non difende e non attacca: “Il processo di crescita di questa squadra è più lungo di quello che ci aspettavamo tutti. Oggi abbiamo avuto un paio di giocatori che sono cresciuti rispetto alle ultime prove ma altri due o tre hanno fatto un passo indietro. Dobbiamo mettere tutti sulla stessa pagina, aggiustarci il prima possibile” ha dichiarato Poeta dopo il KO del Pionir. Parole giuste, lui li allena e lui deve trovare la soluzione ma si può trovare una soluzione con questo roster?
Ogni quintetto testato da Peppe non incide, può e deve lavorarci ma la materia prima sembra non rispondere, sembra non assorbire la mentalità del coach. Poeta parla di fame, ma chi ha fame in questa Olimpia? Garrison Mathews è l'UNICO che quando entra dà tutto, nel bene e nel male ma ci prova. Gli ipotetici leader, va ammesso, hanno la pancia piena: Marko Guduric l'anno scorso più ombre che luci (giusto nei Playoffs ha cambiato marcia) e quest'anno sono più le giocate deleterie che quelle positive, Devon Hall - vinto tutto con il Fenerbahce - è tornato all'Olimpia grazie anche ad un bel contratto, Alec Peters ha vinto tutto l'anno scorso con l'Olympiacos e - oltre ad un utilizzo non ottimale - sembra veramente essere venuto sotto la Madonnina a svernare.
Darius Thompson, 32 anni, giramondo all'ultimo contratto in carriera che fame può avere? Moses Wright gran giocatore ma mi viene in mente l'avvocato Gianni Agnelli quando definì Zidane “Più divertente che utile” e Wright alterna momenti grande dominio ad altri di totale apatia. Devin Booker è ancora a Milano solo perché la società non poteva permettersi di svenarsi dopo il calvario con Lorenzo Brown. R.J Cole e Jason Burnell dovrebbero essere quei giocatori con la bava alla bocca per dimostrare il loro valore alla prima esperienza in Eurolega, enorme fatica per entrambi.
È difficile amalgamare un gruppo che oltre a gravi lacune tecniche, oltre ad avere il go-to-guy (Bolmaro) oggetto del mistero, non rispecchia l'attitudine del suo coach. Invocare il #PoetaOut è inutile, oggi anche l'eterno sogno bagnato (mai realizzato) dei tifosi biancorossi, Andrea Tirnchieri, cavarebbe fuori qualcosa da questo gruppo.
L'Olimpia adesso è attesa da 3 gare casalinghe contro: Real Madrid (che si è sbloccato ieri), Dubai (battuta ieri dalla Stella Rossa ma dichiarata contender), Barcellona (squadra in crescita). La scatola che contiene il proverbiale “Panic Bottom” è stata aperta, nelle prossime settimane si capirà se quel pulsante verrà premuto o meno. Un ipotetico 1-6 metterebbe tutti (squadra, coach, Ds e proprietà) sotto esame e già chiamati ad intervenire sensibilmente.
Intanto…