ESCLUSIVO Thomas Valentino: "Serve entusiasmo!"

Abbiamo intervistato in esclusiva il presidente della Gallaratese nonché membro del CDA di Varese sulla situazione e futuro del basket in Italia.

Scritto da FMB  | 

Abbiamo intervistato in esclusiva il presidente della Gallaratese nonché membro del consiglio amministrazione di Varese sulla situazione e futuro del basket in Italia.

Passo dopo passo stiamo cercando di tornare ad una pseudo realtà, per lo sport italiano in generale stanno uscendo le prime bozze (CLICCA QUI per leggere), tra 2 giorni scopriremo il futuro della stagione LBA 2020/21.

Grazie all’aiuto del Virgilio di NBA-Evolution, Alessandro Mauro, abbiamo colto l'opportunità di intervistare Thomas Valentino, presidente del Basketball Gallaratese e (da gennaio 2020) membro del consiglio d’amministrazione della Pallacanestro Varese con l’incarico di cercare nuovi investitori, un ruolo molto importante specie di questi tempi.

Con lui abbiamo trattato diversi temi tra basket italiano in generale, massima serie e campionati minori, qui la nostra intervista:

Cosa serve oggi alla pallacanestro italiana?

Credo che nella pallacanestro Italiana serva grande entusiasmo, nel senso che alcuni dirigenti, senza nulla togliere che hanno lavorato anche in società di Serie A, non hanno mai voluto bucare lo schermo.
Non hanno mai cercato di diventare un punto di riferimento neanche per gli esperti, per esempio gente che viene a palazzo a vedere le partite, c'è un clima di serietà anche fin troppa eccessiva.
Nel calcio non c’è questo tipo di serietà, abbiamo anche presidenti fuori dalle righe ma che mantengono comunque un clima di entusiasmo e questa cosa attrae.
Io ho giocato una vita a basket, 20 anni di onorata carriera nelle minors, ma quando ero giocatore vedevo che nel basket non c’era nelle società quella figura di spicco che potesse creare particolari iniziative, tipo il Teddy Bear che abbiamo creato a Gallarate, dal creare eventi per coinvolgere non solo personaggi di una certa età ma anche giovani, famiglie appassionate, tutte cose fatte da chi ha voglia di emergere: un’intervista in più, un post social di più, siamo nel mondo del virtuale dove si vuole vedere e non leggere, la lettura è fredda e distaccata.

Approdo a Varese

L’eventuale inserimento in un CDA è stato voluto con lo scopo di una persona che avesse tempo e disposizione ad occuparsene, dall’altra parte persone come Alberto Castelli e lo stesso Toto Bulgheroni avevano visto in me, per via della mia esperienza a Gallarate in C, una persona che ha fatto della sua ascesa un fiore all’occhiello del Basso Sempione di Varese.
Siam partiti da una società che non aveva settore giovanile, poco più di 70 bambini minibasket (2014), oggi abbiamo 700 bambini iscritti (Minibasket & Giovanili) e una squadra che milita in C1. Questa ascesa  evidentemente ha fatto rumore, le mie esternazioni durante le partite, interviste, hanno visto la mia volontà di trasmette il mio “essere umano” non il Presidente ma l’amico del genitore, questo è il vero differenziale, il diventare umano, una nuova generazione di comunicazione. Questo penso abbia smosso Varese ad interessarsi di me.

Quali sono le linee guida per il suo lavoro?

Differenziare le figure, a Varese ci sarà sempre Toto Bulgheroni che avrà la figura di una persona impostata però vederlo nelle ultime due settimane, probabilmente anche per i Lockdown, fare dei video col telefonini e taggati nella sua pagina Facebook ti fa capire che qualcosa si sta muovendo, le barriere comunicative stanno prendendo piede che fino a ieri si limitava alla intervista di routine sui quotidiani. Oggi c’è un approccio più aperto ad ascoltare e dialogare con le persone, un approccio più aperto.

Si parla molto della massima serie ma i problemi gravi rischiano di colpire duramente i campionati inferiori, la questione dei tagli da €4 milioni non è andata già a molte squadre, le chiedo cosa ne pensa e quali credi possano essere gli aiuti che servano?

Purtroppo il basket è uno sport che vive di bagarinaggio non dei diritti TV, il calcio domani mattina può benissimo accettare di giocare a porte chiuse, perché pallacanestro e pallavolo hanno deciso di chiudere subito le serande mentre il calcio è già pronto a ripartire a giugno? Perché comunque le partite verranno smistare dalle varie piattaforme come SKY o DAZN o tutte le reti internazonali che possono trasmettere il calcio italiano. L’Eurolega può essere che rimanga in piedi perché il maggior introito arriva dalle televisioni.
Al basket se togli il pubblico togli il 50% delle entrate, la FIP sta facendo il possibile ma secondo me sta facendo il possibile in una valle di lacrime: sappiamo tutti quello che potrebbe essere il famoso paracadute della FIP/Lega ma questo paracadute non sarà così corposo come per altri sport.
Se si cercasse di capire realmente dando parola alle società forse invece che trovare soluzioni fredde dal palazzo si porterebbe qualche idea/presa di posizione, esempio con le Minors: i parametri aiutano le società che investono sui giovani ed è giusto continuare a mantenere i parametri però attenzione, in un momento come questo servirebbe che si riportasse il libero scambio dei giocatori ma dando delle regole/garanzie a far si che si possano trovare soluzioni diverse.

In relazione alle ipotesi governative di distribuzione delle risorse allo sport , quale ritiene poter essere il peso del Basket?

Spero si rendano conto che la pallacanestro sia lo sport più seguito dopo il calcio, i dati sono quelli, basti pensare lo share che ha fatto il Derby di Basket-City il giorno di Natale sulla RAI trasmettendo solo il 2° tempo, una follia ma meglio di niente, però quei dati hanno certificato che c’è voglia di basket in Italia.
I palazzetti sono sempre pieni a differenza del calcio, forse Pesaro che ha una cattedrale e in questi anni di sofferenza ha avuto poca affluenza,
in Italia la voglia di baskte è seconda solo a quella del calcio.

Tema procuratori Minors

Non ho e non voglio una battaglia contro nessuno, io sto cercando di far capire ai procuratori che i campionati Minors devono essere alleggeriti ossia fare il bene del ragazzo; incontro troppo spesso procurato ai quali frega nulla del ragazzo ed importa solo del gettone per chiudere col ragazzo, un ragazzo che può giocare vicino a casa con l’opportunità di divertirsi con un ottimo rimborso spese e, invece, viene portato chissà dove e per chissà quale avventura solo perché il procuratore ha chiuso per quei €100 di commissione in più.
Condivido se si tratta di un’A1, A2, B se vogliamo ma sotto non capisco la necessità in C1, C2, D, reputo una follia.

Come sta andando progetto “HUB Sempione” (Aggregazione tra Gallarate, G.S. Basket Casoratese e la Pallacanestro Cuoricino Cardano)? In una delle sue vecchie interviste leggevo che è molto favorevole a queste aggregazioni tra squadre?

Quando abbiamo fatto l’accordo con Casorate e Cardano avevamo capito che erano società che per anni avevano galleggiato, come Gallarate, nel basket minors (Promozione Cardano, C/D per Casorate) e giovanili che producevano e non producevano giocatori.
Il nostro territorio è diviso da quasi un chilometro/chilomento e mezzo da una città con l’altra per tanto credevamo che entrambe avevano delle potenzialità di ragazzi per le scuole, si è iniziato di trovare una vai per rompere quel campanilismo che tutt’oggi è presente nel basket.
Come con Gallarate, avevo capito il massimale di Gallarate (C GOLD) e con uno sponsor importante o lavorando bene col settore giovanile si può provare la B.
Qui contiamo degli allenatori (che tramite l’HUB possono usufruire anche le altre squadre) che neanche la Pallacanestro Varese ed altre realtà giovanili possono vantare come Maurizio Mosti, Giulio Besio (ex responsabilie del settore giovanile di Varese, ndr), abbiamo portato a casa Paolo Remonti ottimo allenatore ed ottima figura per anni ad Oleggio.
Stiamo investendo molto nei giovani per far si che questi campionati possano essere fatti da giocatori propri per dare un vero sfogo/obiettivo alle Minors.
L’HUB è questo, cercare di aiutarsi tra società senza pensare che ci sia un effetto “Pacman”, non andiamo a mangiare la società di fianco come è sempre stato, è brutto da dire: Varese non veniva a chiederti giocatori per fare una partnership, veniva, prendeva il giocatore e ti lasciava scoperto.
Noi mischiamo le squadre per dare l’opportunità a tutti di poter giocare e divertirsi indipendentemente se sei Gallarate, Casorate o Cardano.

Piano per il futuro di Varese

Lunedì prossimo alle 17:00 avremo un incontro con tutti i rappresentanti della Pallacanestro Varese compreso Gianfranco Ponti che di solito è molto più relegato alla parte Academy, faremo un brainstorming dove si metteranno sul tavolo quali saranno gli impegni e le decisioni per il futuro.
Varese è una città piena di risorse, cito quello che ti ho detto ad inizio intervista, bisognerebbe riaccendere le fiamme, l’entusiasmo e questo lo fanno le persone, non la storia; ancora oggi ogni 11 maggio si ricorda lo scudetto della stella conquistato nel 1999, Varese non può andare avanti a vivere nel passato, son passati 21 anni.
Noi non possiamo andare avanti a ricordare Varese per quello scudetto, è una fiamma che si sta spegnendo, ogni anno sempre le stesse interviste agli stessi personaggi che dicono sempre le stesse cose e alla lunga si stufano. Bisogna portare nuovo entusiasmo.

 

 


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