A Cernobbio le due parti non sono arrivate alla stretta di mano ed il mondo della pallacanestro europeo va per la rottura

Come previsto, l’Eurolega ha risposto negativamente alla proposta avanzata dalla NBA. Il portale greco SDNA riporta che nell’assemblea degli azionisti tenutasi a Como, infatti, i club si sono espressi quasi all’unanimità contro il progetto americano. 

Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, alcuni azionisti avrebbero chiesto una rinegoziazione e una proposta migliorata, mentre chi intende mantenere lo status quo ha definito l’offerta «inaccettabile e colonialista». La sostanza, però, non cambia: il piano presentato dalla NBA è stato respinto.

La proposta americana, che aveva una scadenza fissata proprio per oggi, 6 ottobre, prevederebbe inoltre il mantenimento dell’attuale struttura dell’Eurolega. In particolare, la NBA avrebbe chiesto di non procedere con il progetto di espansione a 24 squadre né con la trasformazione dei club in franchising.

L’offerta riguarda quindi l’attuale formato della competizione e i suoi 13 club azionisti, senza modifiche al numero delle squadre né al loro status. Al momento, dunque, il progetto NBA resta fermo davanti al muro degli azionisti dell’Eurolega.

Il dialogo tra Eurolega e Nba, però, apprende l'ANSA da fonti qualificate, rimane aperto. Eurolega, infatti, non ha nemmeno deliberato sull'espansione da 20 a 24 squadre e sulla creazione delle franchigie, sebbene gli azionisti siano tutti d'accordo. Una condizione necessaria per mantenere un dialogo aperto con Nba.

I dettagli del meeting

Secondo quanto risulta alla Gazzetta dello Sport, l'Eurolega ha mantenuto l'indirizzo di un'espansione che però al momento non è stata deliberata ma messa in pausa, come era tra le richieste di Nba per lasciare aperto il tavolo. Una sorta di proroga per continuare a trattare con più tempo davanti. E su basi, innanzi tutto economiche, diverse rispetto all'offerta arrivata circa due settimane fa e che i club hanno valutato non soddisfacente. Dopo la prima offerta di Nba e la risposta, adesso comincia la trattativa vera.

A testimonianza di questa volontà di non compromettere i negoziati, il board ha congelato alcune decisioni chiave: non è stato deliberato l'ampliamento del format da 20 a 24 squadre e si è preferito rinviare anche la trasformazione delle attuali licenze pluriennali in vere e proprie franchigie. Si tratta di passaggi cruciali, considerati precondizioni fondamentali dalla NBA per poter proseguire le trattative e porre le basi per una futura collaborazione strutturale in Europa. La partita diplomatica tra i vertici del basket europeo e la lega statunitense resta quindi apertissima.


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