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L'Olimpia vince sulla sirena il secondo derby di stagione ma i bianconeri hanno mostrati netti miglioramenti

Serata di passione e tensione quella vissuta al Forum di Assago martedì per il 2° round di Eurolega con l'Olimpia Milano vittoriosa 87-85 contro la Virtus Bologna. Successo che porta la firma, a lettere giganti, di Devon Hall ma che ha anche mostrato l'intrigante potenziale dei bolognesi. 

Il commento a freddo

Olimpia Milano

Una vittoria è sempre una vittoria e per l'Armani era vitale non partire 0-2 in Eurolega ma per coach Poeta c'è molto su cui lavorare. Come fisiologico che sia la squadra deve amalgamarsi e quindi le individualità in questo momento stanno trascinando il gruppo. Non è un caso che Marko Guduric e Devon Hall, coppia che aiutò sensibilmente il Fenerbahce a vincere l'Eurolega due anni fa, indichi la via: il serbo si è caricato la squadra sulle spalle e il figliol prodigo, proprio come nella prima avventura biancorossa, è salito in cattedra nel finale thirller (7 punti più buzzer-beater). Ma non basta.

Il quintetto base scelto da Poeta (Thompson-Guduric-Hall-Peters-Wright) non crea vantaggi dal palleggio e infatti tanti attacchi sono arrivati sulla sirena dei 24", leggermente meglio il secondo quintetto (Cole-Bolmaro-Mathews-Burnell-Booker) ma quando la partita scotta si torna al primo con Bolmaro al posto di Thompson. «Ormai la pallacanestro di oggi è così, perché se hai palle perse o brutti tiri, poi ti accoppi male, iniziano gli avversari prima il gioco. La qualità del nostro attacco fa si che la difesa migliore, non prendendo mai transizione o contropiede. Abbiamo fatto solo 11 palle perse, possiamo ancora migliorare» ha dichiarato il coach in conferenza stampa. Thompson e Cole hanno mostrato segnali incoraggianti nel 1° periodo ma poi si sono persi nel proseguo, Mathews ha infuocato il Forum con il suo agonismo mostrando che il canestro lo vede ma è ancora molto acerbo, Wright più volte ha tolto le castagne dal fuoco con giocate di puro talento ma Peters non riesce ad impattare perché “non è LeDay". L'ex Oly ha bisogno degli schemi per lui e un minutaggio che non sfori i 20 minuti contando che dietro è un Telepass.

Se l'attacco ha comunque dei buoni (pochi) momenti, la difesa è un grave problema. Diarra ha fatto quello che voleva nel pitturato (34 rimbalzi di squadra, 9 offensivi) e gli esterni della Virtus andavano al ferro indisturbati e per fortuna di Milano molte triple aperte non sono entrate. L'allarme era già suonato contro Trieste ma la domanda è: Milano ha giocatori che possono difendere? Poeta sarà in grado di strutturare la difesa contando che non ha ad oggi un attacco affidabile?

Virtus Bologna

Dal KO netto di Tortona in Supercoppa ad un passo da una vittoria che la Virtus avrebbe anche meritato. Coach Mumbrù fa bene ad essere soddisfatto, la squadra in due settimane ha fatto miglioramenti importanti mostrando quella che è la filosofia del suo allenatore. Il trio di esterni, Carr-Frazier-Bello (alla prima stagione in Eurolega), ha talento e punti nelle mani, deve solo trovare la giusta gerarchia (Carr più quotato ad essere il go-to-guy) e le lai si sposano molto bene: Alston Jr. a tratti ingiocabile (ma anche egoista) e Edwards è molto incisivo. 
Ovvio che le percentuali da 3 saranno cruciali per la Virtus: ieri al Forum 8/24 con diverse triple in ritmo sbagliate che nell'arco dei 40 minuti sono risultate fatali.

Come detto da Mumbrù  questa è una squadra “rookie” che deve fare uno step alla volta, in conferenza stampa gli ho chiesto se il migliorare la produzione offensiva anche nel pitturato potrà essere una delle chiavi, la sua risposta: «Milano ha tanti giocatori con grande esperienza di Eurolega, noi abbiamo tanti rookie. Sappiamo che c'è qualcosa da pagare all'inizio, e tanto da migliorare. Ci sono step da fare per migliorare, sono sicuro che lo faremo. Sono orgoglioso di come la squadra ha lottato fino all'ultimo minuto». La Virtus ha giocatori molto interessanti che in queste prime uscite si sono visti poco ma che possono diventare fondamentali: il primo è lo svedese Bo Klintman e poi il lungo francese (infortunato) Kevin Kokila. Se Mumbrù riuscirà nei prossimi mesi ad integrare questi due con il miglioramento del pacchetto esterni, i bianconeri potranno essere molto pericolosi.

Non è tutto oro quel che luccica ovviamente, la Virtus ha giocato bene i primi due round ma è 0-2 perché, oltre a pagare la poca esperienza, ha anche lei gravi amnesie difensive. Milano ha avuto momenti di stallo totale in attacco ma riusciva negli ultimi secondi a trovare il buon tiro su qualche situazione bianconera. La filosofia è chiara: si tira appena si ha spazio, nel bene e nel male è questa, nel finale è stata controproducente perché Milano era nel pallone e in bonus e nessun esterno ha attaccato il ferro.
Diarra (15') si sposa meglio al gioco di Mumbrù rispetto a Diouf (4') e questo comporta anche ad un logorio fisico del maliano. Infine l'oggetto misterioso Wendell Moore Jr: primo tempo disastroso, meglio nella ripresa ma, come Mathews per Milano, deve ancora prendere le misure con il gioco di Mumbrù e quello Eurolega.


 


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