Portland, "tanto c'è Lillard"...ma fino a che punto?

L’anno scorso un’ottima stagione coronata dalle finali di Conference perse poi contro i Warriors, quest’anno un calvario chiuso al 1° turno, quale futuro per i Portland Trail Balzers?

Scritto da FMB  | 

Joe Murphy /Getty Images

L’anno scorso un’ottima stagione coronata dalle finali di Conference perse poi contro i Warriors, quest’anno un calvario chiuso al 1° turno, quale futuro per i Portland Trail Balzers?

Prima di iniziare una precisazione: questo post sui Portland Trail Blazers arriva così in ritardo perché vista la situazione in cui erano i Denver Nuggets (sotto 3-1) in caso di eliminazione avrei scritto un FOCUS su entrambe, poi Denver ha rimontato e vinto la serie stanotte contro Utah.

Se vi ricordate l’anno scorso, nel presentare questa stagione, scrissi che non ero sicuro che avremmo ritrovato i Portland Trail Blazers nell’elitè della Western Conference anzi, avevo pronosticato una stagione difficile…e così è stato!

Il non avere Jusuf Nurkic dall’inizio è stato sicuramente un fattore importante, giocatore imprescindibile per questa squadra per tecnica, talento, visione di gioco, doppia dimensione e leadership, senza di lui i Trail Balzers hanno faticato davvero tanto a tratti anche inguardabili.

Se poi il duo McCollum-Lillard non sfornava 80 punti a sera il risultato era scontato, Portland prima del Lockdown era a 4.0 gare dall’8° posto dei Grizzlies che giocavano col vento in poppa e con Pelicans e Spurs in scia.
Non giriamoci attorno, il lockdown ha aiutato tanto i Trail Blazers: li ha ridato Nurkic, Lillard ha deciso che voleva portare la squadra ai Playoffs giocando dei seeding games mostruosi, Memphis ha pagato l’inesperienza dei suoi giovani e al Play-In Tournament, seppur faticando tanto, Portland ha imposto il suo talento e maggior esperienza. Playoffs raggiunti poi tanti saluti contro dei Lakers arrivati assonnati in G1 sennò sarebbe stato un sweep tranquillo per i giallo-viola.

“TANTO C’É DAME”

Non era la stagione che a Rip City avevano in mente dopo le finali di Conference, non si chiedeva il titolo ma l’idea era di stare nelle Top 4/5 dell’Ovest invece di raggiungere negli ultimi 60” del Play-In i Playoffs con le magate di CJ McCollum con tanto di schiena rotta, è stato un addolcire la pillola ma adesso bisogna affrontare la realtà: che squadra vogliono essere questi Trail Blazers? 

Portland oggi è una squadra metà che non è così scarsa da non raggiungere i Playoffs ma neanche così forte per dar fastidio alle top, sono nella proverbiale terra di mezzo dove nessuno vuole starci…tranne loro?

La sensazione da fuori è che a Portland questa situazione vada bene perché “tanto c’è Lillard!”, un po’ come ai Philadelphia 76ers negli anni d’oro di Allen Iverson, lui è il supereroe che può tutto, battere tutti e va bene così.

Lillard è un Top 5 assoluto di questa Lega, ha 30 anni e forse non è ancora entrato nel suo prime, agonista assoluto, mentalità da vincente puro, vederlo regalare prestazioni mostruose, realizzare tiri impossibili per vincere, tiri entrati anche nella storia, dare tutto in campo per poi vederlo boccheggiare (ed infortunarsi) in una serie di 1° turno senza storia, da appassionato ci rimani male. Tutti vorrebbero vedere Lillard competere per qualcosa d’importante.

Il punto è che anche a lui va bene così; sarebbe stato Free-Agent nel 2021 con la possibilità di andare in una nuova squadra o addirittura Conference, ad East da solo arriverebbe al 2° turno dei Playoffs per dire, invece ha rinnovato 4 anni per $196 milioni il che lo legherà fino al 2025 alla compagine dell’Oregon! 

Lui più volte ha ribadito che Portland è la sua casa e che vorrebbe emulare Dirk Nowitzki per la sua lealtà e fedeltà verso la maglia, e sulla questione del vincere un giorno il titolo glissò con:

Parlo sempre di situazioni di fine partita, di realizzare o mancare i tiri importanti, so di poter convivere con il successo e il fallimento. Posso vivere con il successo nei playoff e con un enorme fallimento. So di poterlo affrontare

ROSTER 2020/21

La base è Lillard-McCollum-Nurkic, trio blindato per la prossima annata per un ammontare di $72 milioni, hai i vari “mestieranti” come Anfernee Simons (buona prima stagione), Gary Trent Jr. (ottimo 6° uomo), Zach Collins e Rodney Hood tanto preziosi quanto infortunati (spalla per il primo, tendine d’Achille per il secondo).

Un totale di $107 milioni occupati nel Salary Cap con $10 milioni da spendere sul mercato (vedi tabella sotto e CLICCA QUI per tutta la situazione salariale 2020/21)

Trevor Ariza (assente nella bolla per motivi personali) è una pedina su cui puntare anche perché è l’unico in tutto il roster che ha la difesa (vero tallone d’Achille) nelle sue abilità, ha ancora un anno da $12 milioni ma solo 1,8 garantiti.

L’innesto di Carmelo Anthony alla fine è stato positivo perché Melo, una volta trovata la forma, il suo contributo lo ha dato, la sua esperienza è stata importante ai Seeding-Games, si amalgama bene co CJ e Dame e ha dimostrato che può ancora dire la sua in questa Lega. Almeno Cip & Ciop hanno potuto contare su un 3° alfiere in modo tale da allargare le difese ed avere meno maglie addosso, inoltre Melo non ti costa.

Ok gli esterni ma adesso arriviamo al punto critico: sotto chi gioca al di fuori del bosniaco? Beffa che Hassan Whiteside sarà Free-Agent quindi non puoi neanche usarlo come pedina di scambio malgrado una buona stagione…Qui girerà la Free-Agency ed il futuro di Portland. Anche perché coach Terry Stotts non è D'Antoni che ti gioca con 5 esterni a sparare tutto.
Si vocifera tanto il ritorno di LaMarcus Aldridge che ha ancora un anno di contratto ($24 milioni) con gli Spurs, è vero che San Antonio ha la tendenza a regalare i giocatori però qualcosina in cambio vorranno.

Ma la domanda ritorna ancora: a Portland interessa davvero rivoluzionare il roster? Interessa davvero perdere un pezzo da 90 come McCollum o Nurkic?

Tanto c’è Dame...

ma fino a che punto questo motto reggerà?


💬 Commenti